Suonare dal vivo – Pt. 1

Huge crowd at concert or open air show

Eccolo. Finalmente il guru della vita da musicista è arrivato e grazie a lui porteremo aria di rivoluzione in questo ambiente malato….NO!

Voglio parlare delle esperienze live che ho avuto in vita mia, del tempo speso a cercare concerti e dei risultati ottenuti facendo questo o quello.
Non ho intenzione di sciorinare saggi consigli né tanto meno accusare qualcuno di colpe che molto probabilmente non ha, quindi rilassatevi, mettete su un bel vinile/CD dei Twisted Sisters o ciò che più vi aggrada e iniziamo.

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Tony Palermo – Papa Roach

La Ricerca
Durante la mia esperienza di musico ho avuto la possibilità di fare parte di gruppi emergenti con una propria identità. Abbiamo scritto pezzi nostri, registrato Demo, EP, Album e chi più ne ha più ne metta.
Come molti di voi sapranno, la linfa vitale di una band (rock/blues/metal/jazz/liscio/fusion…) sono i Live!
Grazie a questa esperienza da affrontare tutti insieme, il gruppo si unisce, cresce. Si condividono esperienze, problematiche, onori e disonori.

Ma…questi “Live” dove li trovo? In offerta alla Coop ? 

I concerti (live, show, gig, ecc) vanno cercati e questo è fondamentale per ottenere qualche risultato. Salvo qualche caso di “broken ass” e di “figli di…” , a mio parere, vanno provate diverse strade:

  • spedire il demo: probabilmente se fossimo stati negli anni ’70/80 avrebbe anche avuto il suo senso. Con l’avvento dei vari MySpace (RIP), Rerverbnation, Facebook (e tanti altri), è diventata una pratica pressoché inutile.
    Credo onestamente di aver spedito in giro per il mondo un paio di centinaia di CD, a indirizzi trovati su internet di locali, case discografiche, booking agency  e sto ancora  aspettando risposta. Salvo rari casi di “culite fortunam” è estremamente difficile e (a mio parere) palesemente inutile.
  • agenzie: un altro metodo è sicuramente investire denaro e tempo nella ricerca della mitica “agenzia di booking e management”. Qui mi addentro in un’area che mi ha sfiorato solo per poco, nel corso della mia esperienza. Posso solo essere breve e conciso: quelle poche che ci hanno risposto, l’hanno fatto per chiederci soldi, soldi e ancora soldi.
    C’è stato chi, addirittura, ci ha mandato una lista presa da Internet (solo quella!) di nomi di case discografiche a cui, sosteneva, di aver mandato il nostro CD e quindi voleva essere risarcito per i soldi spesi nelle spedizioni…Peccato che gli avevamo lasciato una copia sola del nostro CD, come avrà fatto a inviarne un centinaio ? Peccato che nessuno aveva firmato contratti ne altro e peccato che ci si era incontrati solo una volta a bersi una birra…mah!
    Detto ciò, le agenzie di booking e management sono un investimento che va fatto essendo certi di mettersi in mano a persone competenti e serie. Ne esistono tante, offrono vari tipi di servizi e alcune sono gestite da persone in gamba. Io, quando valuto un offerta di una di queste, di solito faccio un salto sul loro sito, contatto i gruppi nel roster, insomma, mi informo. Si fa presto a buttare via qualche migliaio di Euri…piuttosto dateli a me quei soldi, vi lascio il mio IBAN!
  • conoscere di persona: per cercare live nella nostra zona ci è capitato di andare di persona a conoscere i vari gestori/art director/amico dell’amico e a volte è servito e a volte (…spesso) no. Questa pratica è sicuramente la migliore, ma se non avete l’indole dell’agente di commercio o non avete tempo/soldi per frequentare tutti i giorni (per qualche mese) lo stesso locale, beh, diventa dura. Io personalmente mi sono sbronzato con più gestori/art director e di date ne ho fatte. Non tante ma qualcuna si dai.
    Ad ogni modo anche il solo conoscere chi è nell’ambiente ti dà la possibilità di avere qualcuno a cui stropicciare i cojones finché date sopraggiungano.
    N.B. : non sto inneggiando all’alcolismo, anche perché col senno di poi, meglio essere sobri, quando si concordano cachet o date…
  • internet: questo è sicuramente il metodo che ad oggi mi lascia più perplesso. Mi spiego. Da quando abbiamo profili su i vari Facebook e compagnia bella, abbiamo la possibilità di caricare tutto lì. I pezzi del nuovo album, i video live, i video del chitarrista che si scaccola, ecc ecc. Cercare da suonare tramite Internet è sicuramente un metodo comodo e forse anche più preciso del “facciamoci una birretta in quel posto che così ci danno da suonare”. Fatto un account su di un client di posta elettronica, basta preparare una bella presentazione e via di catena di Sant’Antonio.
    Onestamente tramite FB ho avuto la possibilità di restare in contatto con organizzatori dai quali avevo già suonato e avere, quindi, l’occasione per potermi ripresentare sui loro palchi. Il rovescio della medaglia è che non vale per tutti; ci sono locali che mettono una mail nel loro sito ma probabilmente non la aprono dal 1980. Come dicevo, mi lascia perplesso e mi è difficile dare un giudizio.
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Chris Rivers – Heaven’s Basement

Concludo questa prima parte riportandovi le mie esperienze e ciò che ho fatto non è necessariamente il metodo giusto né quello sbagliato.
Il fatto di essere considerati o meno, dagli addetti ai lavori intendo, si addentra in un mare di opinioni, idee e punti di vista che non ho intenzione (almeno per adesso) di prendere in esame.
Che tu sia bravo, magnifico, spettacolare, incapace o esordiente, secondo me, almeno una volta nella vita dovresti provarci.
PS: non tiratemi fuori il buon Yoda con la solita frase: “Provare no! Fare, o non fare! Non cè provare!”

A presto con la seconda parte! 

Tullio

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