Anatomy of The Drum Kit

ti piacerebbe suonare la batteria ? 

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Terry Bozzio – Si accontenta di poco

Benvenuti in questo nuovo e sfavillante articolo. Oggi ho deciso che voglio annoiarvi facendo una panoramica sulle varie parti che compongono una Batteria.

Questo pratico strumento portatile è anche uno degli strumenti musicali più antichi. Nel corso della storia si è evoluto, da semplice tamburino a veri e propri kit forniti di tutto, resi celebri da chi ha avuto voglia di innovare e sperimentare. Per farla breve si è iniziato a chiamarla “Batteria” intorno al 1920.

Se volete acculturarvi di più vi consiglio di leggere le varie guide che trovate ovunque in rete.

Io, tralasciando il lato storico, voglio portarvi le mie esperienze, come sempre.

  • Rullante – Uno dei tamburi principali. Fa un po le veci della “chitarra” per noi batteristi. Ne esistono di molteplici forme e dimensioni, colori, suoni, materiali. Io negli anni ne ho messi insieme tre. Ne ho comprati/venduti alcuni fino a trovare ciò che più mi aggrada, basandomi su cosa andrò a suonare.
    Ho la mania del corpo in legno, adoro sentire il calore in ogni pacca. Il metallo non lo disdegno ma solo se mi trovo a suonare Glam Rock o Hard Rock ’80. Qui occorre molto riverbero e quella “coda” metallica che ogni buon rullo di acciaio emette è l’ideale. Oltre a un bel paio di leggins zebrate.
    Eccovi, per esempio, cosa intendo io per Rullante:
    blackpanther
    Un bel Mapex Black Panther 14” x 5,5”.
    Potente, cristallino, incubo di vari fonici. Perennemente sotto sordina. Uno degli investimenti migliori della mia vita.

    Ad ogni modo, questo è quello che uso io principalmente. Ognuno deve poi regolarsi in base ai propri gusti e necessità.

  • Cassa (o Gran Cassa)– Il più ingombrante dei tamburi. Profonda, cupa o brillante. Come per il rullante, anche qui ne esistono varie dimensioni. Ci sono quelle “piccole” col diametro da 18” (addirittura 16” adattando un timpano) o esistono quelle grandi, diciamo fino a 22”. Se ne usate una più grande allora probabilmente siete Tommy Lee o dovreste esserlo. Ad ogni modo, come di consuetudine, questo elemento della batteria lo comprate già insieme agli altri tamburi. Sono rari (molto rari) i casi di batteristi che accorpano elementi presi da kit diversi.
    Soprattutto per una questione estetica/sonora.
    Quello che contraddistingue alcuni tipi di batteristi è: quante casse hai ? 
    I veri defender ne usano rigorosamente due. Persino in qualche vecchio live dei Pooh si vede la batteria con doppia cassa.

    Personalmente trovo molto più comodo il doppio pedale. La doppia cassa fà scena ma occupa anche il doppio, della scena. Pensateci se dovete andare a suonare alla Sagra dell’Asparago.

  • Tom (Tom 1, 2, 3, 4…)– Altri elementi classici del Kit. Tamburi che variano di dimensioni, permettendo al batterista di spaziare su tonalità più o meno cupe, profonde e/o squillanti. Non esiste limite a quanti metterne. Diciamo che per praticità il numero medio varia da 1 a 2. Io ho avuto una batteria con 3 Tom. Esattamente 8”, 10”, 12”. Bellissimi. Però sono sempre (per me) tanti. Negli anni mi sono allenato a suonare anche con un solo Tom. Ho conosciuto anche batteristi incapaci di suonare con meno di 2 e impossibilitati a suonarne più di 1.

    Capita ragazzi. Non siamo tutti uguali.

  • Timpano – Come per i Tom, ne esistono di vari diametri, a seconda del suono che si sta cercando. Anche qui, non c’è un limite a quanti usarne. Forse l’unico limite è la capienza del vostro mezzo di trasporto. Se vi spostate in Ape Car, non dovreste averne più di 1.

    Personalmente due timpani mi piacciono molto. Hai una bella profondità, soprattutto se come misure stai su il 16” o il 18”.

  • Meccaniche – Questo è il nome che accorpa un po tutto quello che serve per creare “l’ossatura” del Kit. Abbiamo le aste, su cui montare i piatti. Altri le usano anche per reggere i Tom o i Timpani. Questo se la vostra Cassa non ha il foro per il reggi-tom. Sulle aste ci possiamo montare anche i vari Cow Bell e tante altre cose, utili o meno. Io ci ho messo anche un porta birra.
    Abbiamo anche la meccanica del Charleston (per gli amici, Charlie). Presente ? Quell’asta strana con alla base un pedale che fa alzare ed abbassare quei piatti che sbattono uno contro l’altro…esatto! Proprio lei.
    Anche qui ne esistono svariati tipi per svariati utilizzi. Sono ingombranti e io cerco sempre di portarne lo stretto indispensabile, a seconda del luogo dove mi troverò a suonare. Le foreste di aste non mi piacciono.

    Insomma, le meccaniche sono quello che tiene insieme il tutto.

In conclusione aggiungo che ogni battero ha la sua impostazione. Il suo modo di suonare e la sua personalità. Non c’è una regola precisa su cosa mettere nel proprio kit.

Ricordatevi che avere 10 tom e 40 piatti non è sempre sinonimo di bravura; ho visto suonare batteristi stratosferici con solo cassa, rullante e 1 piatto. 

Vi lascio con questo novellino alle prime armi

Tullio

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