Suonare dal vivo – Pt. 2

Huge crowd at concert or open air show

Bene, finalmente ho trovato la spinta e l’ispirazione per scrivere un nuovo capitolo sul suonare da vivo.

Nella prima parte ho cercato di riportare quello che ho fatto nel corso degli anni per procacciarmi serate. Ho voluto, mettendomi in gioco in prima persona, cercare di dare un’idea ben precisa di come girano le cose, mediamente.
Oggi, mi piacerebbe prendere in esame quello che secondo me, compone un live, prima, durante e dopo di esso.

Della serie: “Abbiamo trovato una data! Grandi! Ma…cosa facciamo ?”

  • Tre P:  ovvero Provare, provare e provare. Ragazzi è l’allenamento come per gli sportivi. Volete suonare bene dal vivo ? Si deve provare in sala.
    Mi è capitato di fare un paio di live senza avere provato nel mese precedente…devo proprio dirvi com’è andata ? Grazie a Dio sono riuscito a rimuovere quel momento della mia vita.
    Ora, ci sono varie linee di pensiero a riguardo. Provare due volte a settimana a volte può essere tosto, soprattutto se le incastrate con il calcetto, l’aperitivo e l’eventuale tempo da dedicare al vostro partner.
    Come al solito: occorre dare delle priorità.
    Se avete serate in vista, provate gente, fidatevi. A furia di annoiarvi a provare gli stessi brani o la scaletta, vedrete che otterrete una sicurezza notevole nell’esecuzione.
  • The Show: Create uno show. Per lo meno provateci. Non importa essere attori di teatro. Per Show io intendo: cercare di creare il vero e proprio spettacolo!
    Vi porto alcuni esempi che mi riguardano: in quel brano, a metà canzone il chitarrista e il bassista si girano verso la batteria e alzano le chitarre al cielo; in quella parte il cantante deve fare battere le mani al pubblico per X battute; sul finale di quel brano io mi alzo in piedi sullo sgabello; tra questo e quel brano mi cambio di abito; insomma, ce ne sono mille.
    Prendete spunto dai live dei professionisti. Io ho guardato ore e ore di live e ho cercato, con le mie possibilità, di elaborare ciò che ho visto.
    Calma, ora non andate subito a comprare lanciafiamme, fuochi d’artificio o mantelli di ermellino. Partite da cose semplici, da un cambio d’abito, da una frase o un gesto atto a coinvolgere il pubblico…date spazio alla vostra espressività, se ne avete.
  • MUST go On (the Show)avete lo spettacolo, avete la serata, vi siete preparati. Bravi. C’è una cosa che ripeto fino alla nausea ai ragazzi con cui suono: qualsiasi cosa succeda sul palco sono due le cose da fare, sorridere e non fermarsi. Mai! 
    Ovvio che se cade l’ampli dal palco, il cantante si caca letteralmente addosso o il batterista vola giù dallo sgabello (…mi è successo…) allora ci si può fermare.
    Quello che intendo è che dovreste sempre fare vedere che sapete cosa fate. Anche quando non è così. Sbagliate una nota ? Mancate un piatto o rientrate da una variazione fuori tempo ? Bene (…insomma), riprendi, non fermarti, non pensarci!
    Qualche tempo fa ho letto da qualche parte una frase attribuita al batterista degli Elio e le Storie Tese, Christian Meyer ed era circa così: “…dal vivo ciò che mi importa è trasmettere al pubblico che mi sto divertendo. Perchè è quello che faccio, suono e mi diverto! Se al pubblico fai vedere che te la stai spassando anche loro si divertiranno!”
    Ci sono andato vicino, ma il concetto è lo stesso. 
  • Pre/After Live: Dunque, suonare per me è divertirsi. Soprattutto divertirsi. L’ansia da prestazione, l’adrenalina, l’agitazione, la tensione, sono cose che fanno parte del momento in cui si sale sul palco. Almeno per chi ha poca esperienza di queste cose, quindi accettatele.
    Tutti abbiamo fatto i nostri primi live agitati, concentrati, tesi. La cosa fondamentale è non farsi sconfiggere da questo. Sei tu il padrone della scena, non la tua ansia.
    Un buon modo per rilassarsi è spassarsela. Una volta montato il palco, fatto il Sound Check, fatevi delle birre assieme (magari non sbronzatevi subito…). Conoscete gli altri gruppi con cui suonate. Parlate di tutto, ma non dell’imminente (vostro) show. Create l’atmosfera. I live, servono a questo.
    La prima cosa che faccio io è fare conoscenza con lo staff del posto.
    Ci facciamo un paio di birrette assieme, insomma, creiamo qualcosa. Qualcosa fine solo a quella serata, ma che contribuisca a rendere il tutto memorabile.
    Ovvio, gli stronzi ci sono. Ci sono gestori stronzi, gruppi stronzi, pubblico stronzo…Fortunatamente non è sempre così però! Datemi retta.
    Siate “impostati” positivamente. Ci sono le band che se la tirano e non sono nessuno, band che si presentano al locale solo 1 minuto prima di salire sul palco. Band che manco ti salutano anche se tu gli metti a disposizione la tua strumentazione. Non perdiamoci il sonno ragazzi.
    Concentratevi su chi merita la vostra simpatia, concentratevi sulla vostra band e se proprio finite in una serata piena di stronzi cercate di non farvi avvilire. C’è la vostra band con voi, ci sono i vostri “fratelli” e quindi spassatevela.

Ottimo direi. Questo è un po quello che ho voluto condividere con chi mi segue. Le mie esperienze, le mie vicissitudini musicali. La cosa stupenda in tutto ciò è che ognuno ha il suo bagaglio di esperienze in merito all’argomento. Ogni musico ha sempre storie sconvolgenti da raccontare…approfittatene, a volte ne vale la pena.

Concludo dicendo solo che: Adoro suonare dal vivo.

Tullio

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