Must Have – 1

musthave

Un saluto festoso a tutti.

Con questo nuovo post inauguro una nuova sezione del blog nella quale, spero frequentemente, tenderò a condividere con voi tutta la musica che nel corso della vita, dovreste accumulare sulla vostra libreria, vera o digitale che sia.

Ci sono album che mi hanno cambiato la vita, altri che mi hanno regolarizzato l’intestino e altri che almeno una volta nella vita devi ascoltare per poter poi dire: “mazza che schifo/meraviglioso, che bello”.

Non dividerò per “generi” questa sezione. Anche perché sono sempre andato avanti a “fasi” nell’ascolto. Non ci sarà una sequenza temporale precisa e quindi proverò a dare spazio un po a tutto così da lasciarvi liberi di scoprire, insultarmi e perché no? magari apprezzare qualcosa che ancora vi manca.

Andiamo ad iniziare


Green_Day_-_Dookie_cover
Green Day – Dookie (1994)
Punk Rock

Terzo album della band e forse il primo con il quale si sono affermati arrogantemente sulla scena mondiale. Da questo sono stati estratti alcuni singoli come: Basket Case (chi non l’ha sentita almeno una volta nella vita?), When i come around (la mia preferita), She Longview. Questo disco l’ho ascoltato per la prima volta a 11 anni grazie alla cassetta pirata di un amico. Regalatomi dal mio (allora) maestro di batteria ho semplicemente consumato le testine del Walkman (..ok, mi sento già vecchio) a furia di ascoltarlo. Grazie a questa pietra miliare della musica contemporanea ho scoperto un mondo nuovo. L’allora poppante che era in me ha capito che mettendo insieme 3 pirla con una chitarra distorta, un basso e una batteria, avrebbe potuto sconvolgere le persone così come quel trio americano aveva sconvolto la mia vita in fatto di musica. Cavolo, avevo 11 anni! Le uniche cose di cui mi preoccupavo erano le costruzioni coi Lego e i cartoni delle Tartarughe Ninja in Tv! Pur non avendo una perizia tecnica degna dei più grandi musicisti questi tre ragazzi hanno saputo incantare una (e più) generazione/i, lanciandomi con prepotenza nel regno della musica (che all’epoca) consideravo vera.
Must Have: Si 

Master_of_Puppets_(album)
Metallica – Master Of Puppets (1986)
Heavy Metal / Thrash Metal

Ok, qui rimango sul facile vero ? Parlo di pietre miliari della storia della musica in questa sezione e questo è un esempio di Must Have, poche storie.
Terzo album in studio di una band che ha saputo (nell’arco di 34 anni di carriera) farsi amare e allo stesso tempo farsi odiare da milioni di persone. Resta il fatto che ogni volta che si esibiscono è sempre Sold Out.
Di questo album (uno dei primissimi acquistato grazie alla paghetta) mi è rimasta solo la copertina e un CD smagnetizzato a forza di ascoltarlo.
Ora che dispongo di una copia originale in vinile la tengo come una reliquia sul mio scaffale. Questo disco, nonostante sia arrivato nelle mie mani in ritardo, ha saputo farmi innamorare di un genere che all’epoca (1998) mi era del tutto sconosciuto. Sto parlando dell’Heavy Metal o se vogliamo fare i puristi, del Thrash Metal. Avevo 14 anni quando Hetfield e soci mi hanno rapito, facendomi evolvere da piccolo punkettone che ero a fiero defender.  Al di là delle etichette questo è un album che dovreste ascoltare a prescindere, anche se non masticate questo genere. Premete Play e fatevi rapire dalla chitarra classica nell’Intro di Battery, dalla parte centrale di Master Of Puppets o dalle emozioni che suscita Orion.
Must Have: Si / Almeno 1 ascolto è d’obbligo

soilwork_stabbing_the_drama
Soilwork – Stabbing The Drama (2005)
Melodic Death Metal

Dunque, non andate in crisi leggendo “Death Metal”. Non abbiate paura. Le mie orecchie sono sopravvissute all’ascolto di questo album per un anno intero e la mia anima ne è uscita migliore. Sono sicuro che anche voi siate capaci di apprezzare questo capolavoro o per lo meno di provarci.
Sesto album per gli svedesi Soilwork. Forse l’unico che ha saputo lasciarmi basito o lacrimante durante l’ascolto. Non che gli altri siano brutti, semplicemente a me non hanno detto più di tanto. La band è tutt’ora in attività ma non ha ancora saputo replicare questo capolavoro a mio parere.
Il genere che propongono non è magari il mio preferito ma le melodie, gli arrangiamenti e i testi che hanno racchiuso qui mi hanno talmente folgorato che l’ho ascoltato a ripetizione per più di un anno, lasciando perdere tutto il resto del panorama musicale mondiale. Magari ecco, tutto l’album a un primo ascolto, può sembrare (per chi non è amante del genere) molto duro, violento. Un po lo è se ascolti quel “pugno in faccia” che è The Crestfallen, ma sa regalare momenti davvero commoventi con brani tipo Observation Slave Distance. Vi invito dunque all’ascolto e lascio a voi giudicare se è un Must Have oppure no.
Must Have: Si / Fate Vobis

HeavensBasement
Heaven’s Basement – Filthy Empire (2013)
Rock

Album di debutto di questa giovane band inglese uscito nel Febbraio 2013.
Ho voluto includerlo in questa sezione perché dopo averli ascoltati me ne sono innamorato, nonostante la loro semplicità. Vi ho già detto che adoro la semplicità nel suonare ? Beh, ora lo sapete.
Il disco scorre molto bene, dalla prima all’ultima e sa regalare momenti davvero unici. Questo quartetto di rockettari riesce a incarnare perfettamente lo spirito di ciò che suonano, mettendoci veramente il cuore e dimostrandolo fin dai primi minuti. Con la prima traccia, Welcome Home, mi hanno colpito alle spalle come un calcio nel culo ben assestato! Li ho scoperti per caso e man mano che mi gustavo i vari brani mi è sembrato di tornare il ragazzetto brufoloso che non vedeva l’ora di arrivare a casa per scartare il nuovo CD acquistato dopo aver risparmiato sulla paghetta.
Quando mi è arrivato per posta il loro Vinile sono letteralmente impazzito.
Dopo anni di “non trovo niente di nuovo che mi colpisca” questo disco mi ha stregato. Mi hanno fatto innamorare con gli arrangiamenti e il testo di Fire, Fire; mi hanno fatto cantare a squarciagola su The Long Goodbye e luccicare gli occhi con Lights out in London. Questi ragazzi si sono guadagnati di diritto un posto sul mio scaffale e se li ascolterete mi darete ragione.
Must Have: 100% Si

Bene, concludo aggiungendo solo una cosuccia: questo vuole essere un punto di partenza.
Non ho la pretesa di capirne più di chiunque altro di musica. Non sono recensioni, sono consigli dettati dalla mia passione e dal mio essere, quindi fatene ciò che volete.

Arrivederci alla prossima,
Tullio

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4 thoughts on “Must Have – 1

    1. Non sbagli! Tutti loro sono dei grandi musicisti, per lo meno hanno fatto il loro percorso! Magari non sono dei mostri di tecnica se paragonati ad altri ma Tre Cool è sicuramente uno dei piu importanti del panorama.
      Se parliamo di tecnica ritengo Travis Barker (Blink 182) migliore. Poi i gusti sono gusti!

      Mi piace

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