Motocicletten – Un giro sui Passi

motocicletten
“…motocicletten…10 accapinen, tutten truccaten…”

Eccomi qua che decido di aprire l’ennesima nuova sezione del blog in cui parlerò di moto – sai che novità – cercando di tralasciare gli aspetti tecnici del caso e concentrandomi, su ciò che si conosce poco di questo mondo a due ruote e lo farò parlandovi dei giretti che faccio, raccontandovi le strade, fatti accaduti e dandovi qualche dritta per non rovinarvi (e non rovinare agli altri) la giornata.

Ritrovo ore 10:00

Finalmente decidiamo di trovarci con un po di gente una Domenica mattina di Aprile (cioè ieri, il 12/04). Questi ragazzi li conosco tutti abbastanza bene ma non ho mai fatto dei giri insieme a loro, tranne che con un paio.
Eravamo un gruppo dalla “Bio Diversità” più sgangherata mai vista: una Enduro stradale (BMW GS 1200), una Enduro pura (KTM 990 Adventure), due Naked (Triumph Speed Triple e Yamaha FZ6) e due…Harley Davidson (Dyna Street Bob 1595 e Sportster Custom 1200).

Non per fare il figo ma, onestamente, far rientrare le Harley nella categoria Touring non esprime bene la tipologia di moto che sono – e sticazzi non ce lo mettiamo?

  • Dritta n°1: quando vi trovate per partire con amici e siete un gruppo numeroso, vi consiglio innanzi tutto di fare benzina PRIMA di trovarvi al punto di ritrovo, onde evitare di portare 10 moto (e 10 persone) ad allungare il giro perché magari il benzinaio più vicino è a 5 km dalla strada che volete fare, soprattutto se si vuole partire presto. 

Partenza Ore 10.30 – Direzione “Anywhere”

Finalmente partiamo. Dal momento che ognuno ha il suo passo e che alcuni sono più “navigati” di altri decidiamo una formazione che porta me a chiudere la fila. Mi piace essere l’ultimo. Io me la prendo sempre con calma quando giro e non amo particolarmente avere qualcuno sulla coda quindi è perfetto.

  • Dritta n°2: quando si va via in gruppo, cercate di essere onesti. Se siete dei velocisti provate a mettere in testa alla compagnia quello con il passo “più lento” in modo da dare a tutta la fila la velocità giusta. Ovviamente dovrete usare la testolina. Non tutti hanno lo stesso passo, quindi se volete andare via in compagnia: o uscite con qualcuno che ha una guida simile alla vostra oppure mettetevi l’anima in pace…vi farete una “corsetta” quando uscite da soli o con qualche altro smanettone come voi.
    Invece, se siete alle prime armi o non vi sentite ancora sicuri mettetevi in una posizione arretrata o addirittura ultimi, così viaggerete più sereni, senza l’ansia di avere qualcuno dietro che vi tallona. Viaggiare sereni è fondamentale, soprattutto quando non si ha ancora grande confidenza col mezzo o non si conosce bene la strada. Nessuno vorrebbe farsi tamponare dall’amico che avete dietro no?
    Tutto questo se viaggiate con la regola “si parte insieme e si arriva insieme“. In fondo è il bello dell’andar via in gruppo.

Ci lasciamo la città alle spalle e ci inoltriamo sulla mitica “Fondovalle” che porta da Rastignano (BO) a un incrocio da cui si può scegliere di andare verso Monzuno (BO), Loiano (BO) o Castel dell’Alpi (BO). Noi proseguiamo per la terza opzione, decidendo di percorrere strade meno note, onde evitare il traffico della Domenica. La strada scorre bene, un po di buche qua e là ma tutto sommato godibile. Nel frattempo il nostro navigatore umano decide che non è il caso di andare subito al Passo della Raticosa e deviamo per Valle Serena (BO). Ci inoltriamo per una strada/mulattiera che con la mia moto è davvero un piacere percorrere…ma anche no! La strada è larga si e no 1 metro e ricoperta di ghiaia, buche e crepe e tra un tornante e l’altro, si snoda attraverso un bosco molto suggestivo ma che non ho la possibilità di godermi, a meno che non voglia volare fuori strada.

  • Dritta n°3: se per caso vi trovate ad affrontare strade strette a doppio senso, cercate di stare all’erta. Non superate se non è strettamente necessario, basta anche trovarsi davanti un’altra moto e la giornata è rovinata. Soprattutto se si è via in gruppo, ricordatevi che non è una gara. Ci sono quelli che si sentono sicuri di sé ma non siamo tutti uguali. Se vi lasciano indietro non corretegli appresso. Le strade strette sono fetenti. Vedrete che alla prima occasione vi aspetteranno. 

Dopo una decina di chilometri che durano un’eternità arriviamo nel paesello, Valle Serena. Pausa paglia e pisciatina in mezzo alle fresche frasche.

Sembrava di essere sul set di The Walking Dead. Una trentina di case (classico stile montanaro: tetti spioventi, pietra a vista e giardini privati con palizzata) tutte chiuse e disabitate al momento, con attorno a noi il silenzio più totale. Ci aspettavamo saltasse fuori qualche Zombie ma siamo rimasti delusi.

Dopo alcune consultazioni telefoniamo a un paio di trattorie della zona per prenotare un tavolo per il pranzo…tutte piene. Mitico.
Decidiamo di scendere verso Pian del Voglio (BO) e dirigerci verso Firenzuola (FI) da cui poi proseguiremo senza tanti intoppi verso la nostra nuova meta, il Passo del Giogo. La strada diventa di nuovo più che fattibile e passiamo in mezzo ad alcune pinete che non hanno niente da invidiare alle foreste canadesi. Peccato che abbiano segato via metà degli alberi. Mah.
La strada che percorriamo è piacevole e da lì si possono raggiungere varie località tra cui il Lago Brasimone, Barberino del Mugello (FI) e tante altre località degne di nota. Ci si può collegare con le varie strade montane romagnole e arrivare agevolmente ad altri passi montani veramente suggestivi, tra i quali cito il Passo della Calla.

Ore 13.00 – Passo del Giogo

Dopo aver percorso la strada panoramica e un po trafficata da vari smanettoni arriviamo a destinazione. Il posto è veramente bello. Io cerco di farci una capatina tutti gli anni e riesce sempre a stupirmi con la bellezza del panorama che offre. Immensi pascoli verdi, pinete in lontananza e vari tavolini rendono il tutto abbastanza bucolico.

Passio del Giogo
Panorama del Passo del Giogo

Come potevamo rendere il tutto ancora più bello ? Mangiando! Troviamo un tavolo libero per pura fortuna e ci godiamo una bella abbuffata in puro stile motogiro: antipasti con affettati e formaggi locali; crostini vari con funghi, fegatini e altro; pappardelle miste condite con funghi porcini, cinghiale o capriolo e una bella grigliata mista di carne con contorni vari. Il tutto ovviamente annaffiato da ottimo vinello e da alcune birre per i più grezzi (tipo me). Dopo esserci riempiti la pancia (e svuotato il portafogli) è tempo di svacco. Raggiungiamo un bel prato sotto il sole e scatta la pennica comunitaria.

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Il riposo degli eroi
  • Dritta n°4: non è la regola ma vi consiglio di non rimettervi in strada dopo pranzo, soprattutto dopo questo tipo di pranzo. Godetevela e riposatevi, con la pancia stra piena si guida male e si è sonnolenti (almeno, io lo sono!)

Ore 16.00 – Passo della Raticosa

Dopo esserci ripresi a stento dalla dormita ed esserci cotti la faccia sotto il sole decidiamo che è tempo di avvicinarci e quindi si riparte. Rotoliamo fino alle moto, saltiamo in sella (con molta calma) e dirigiamo le ruote verso Firenzuola (FI) per poi risalire, tramite una stradina di collegamento, verso la mitica SS 65 o per gli amici, la Futa. Percorriamo tranquillamente il tratto di strada che ci porta diretti al Passo della Raticosa. Qui troviamo il delirio. Non c’è un buco dove parcheggiare le moto e ci tocca metterle un po distanti. Si vede che la stagione è iniziata. Ci inoltriamo tra la solita fauna da Passo, districandoci tra pagliacci vari, smanettoni, enduristi e un paio di harleisti. Dopo una fila spropositata per il cesso troviamo un tavolo libero e ci godiamo gli ultimi momenti della giornata col bicchiere della staffa.

  • Dritta n°5: dal momento che la stagione è aperta, ci sono tantissime persone in giro. Il problema nasce quando centinaia di motociclisti percorrono le stesse strade. Di certo non sono tutti pazzoidi (e per fortuna) ma il fenomeno che sorpassa in curva l’abbiamo trovato comunque. Il mio consiglio è che se avete voglia di godervi la strada senza avere un occhio perennemente sullo specchietto, dovreste cercare di partire ad orari furbi. Evitate le ore di punta (11.00 – 14.00) se potete. 

Ore 18.00 – Saluti e baci

Come tutte le belle cose, anche questa giornata ha una fine, così dopo esserci salutati e dopo 172 Km, prima che ognuno prenda la direzione di casa, io e la mia signora arriviamo a casa. Ci buttiamo sul divano dal quale e ci alzeremo a fatica solo qualche ora dopo per trasferirci direttamente in branda.

Questo è quanto signore e signori. Questa sezione verrà aggiornata ogni volta che potrò e cercherò man mano di darvi qualche utile consiglio per godervi appieno una giornata di relax su strada. Dopo qualche anno qualcosa l’ho imparato anche io.

Ricordatevi sempre che andare in moto significa divertirsi.

Un zaluten a tutten.
Tullio

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