Live Report – Pentatonix @Fabrique (MI)

VGL'06 - Show

Un augurio per una strabiliante giornata

Voglio mettere bene in chiaro che questa non sarà una recensione. Sono un musicista, mi piace andare ai concerti e quindi eccomi qua. Voglio raccontare l’esperienza che ho vissuto e voglio farlo a modo mio.

Per prima cosa lasciate che vi presenti questa band: i Pentatonix.

Questi ragazzi vengono dall’America e sono un quintetto che propone brani originali e mashup di brani famosi, cantati in stile a cappella. Se avete sentito parlare dei Neri Per Caso ci siamo capiti. Nel caso pensiate che il canto a cappella sia una nuova frontiera del porno vi consiglio di dare un’occhiata qui sotto:

Dopo aver vinto anni fa un reality show americano ed essere stati rifiutati da varie etichette, sono diventati un fenomeno virale su YouTube grazie ai video auto prodotti in cui propongono cover dei brani più famosi del momento nel loro stile. La cosa gli ha procurato un più che discreto successo, qualcosa come 200.000.000 di visualizzazioni per ogni video che fanno (milione più, milione meno).  Se contiamo pure varie collaborazioni con altre “Tube Star” questi ragazzi hanno saputo crearsi un entourage niente male.

Scoperti per caso cazzeggiando su YouTube, mi hanno fin da subito incuriosito. Nonostante io sia un amante di tutt’altri generi ammetto che quando trovo cose come queste non posso fare che altro che apprezzarle. Perché ? Perché dimostrano inventiva, genialità, voglia di mettersi in gioco e bla bla bla.
Mi hanno colpito quando ho sentito gli arrangiamenti vocali sui mashup come quello dei Daft Punk o Evolution of Music; l’utilizzo poi del Beat Boxer come drum machine umana è stata la ciliegina sulla torta.

Casualmente scopro che arrivano in Italia e dal momento che il prezzo del biglietto non era esorbitante (28,00€) e che 400 Km (andata & ritorno) li faccio più che volentieri quando qualcosa merita la mia attenzione, mi sono detto: andiamo!

Caricate le molle alla mia signora ci mettiamo in auto e arriviamo al Fabrique. In questo locale non ci ero ancora stato e devo dire che mi è piaciuto assai. Soprattutto per il fatto che è subito fuori dalla tangenziale e che è attorniato da una selva di parcheggi…gratuiti!

Mentre eravamo per strada, ho pensato che non avremmo trovato tanta gente. Mi sbagliavo di grosso! Cavolo, a chiunque abbia detto che andavo a vedere i Pentatonix le risposte più frequenti erano: “chi ?; cosa vai a vedere ?; Chi sono i Peppaponix ?; Ma cosa è ? Una mostra ?”
Al che dovete scusarmi se ho creduto che non ci fosse il pienone!

Ci mettiamo in fondo alla coda, la quale ormai ha già fatto il giro dell’isolato e ci guardiamo attorno.
Per un attimo ho creduto di aver sbagliato posto e di essere finito per sbaglio in coda per il concerto di Justin Bieber. Così, prima di darmi fuoco, ho voluto controllare ben due volte l’indirizzo e il nome del locale.  Dunque: locale giusto, data giusta, indirizzo esatto…
Scherzi a parte, l’età media del pubblico in fila sarà stata di 15 anni, esclusa la presenza degli innumerevoli genitori, costretti ad accompagnare i vari figli/nipoti/amici-dei-figli tutti carichi a mille con il loro striscioni e i loro palloncini a forma di cuoricino.

Lo stupore lascia lentamente il posto al dubbio che qualcosa non quadra ma nonostante questo sono comunque contento per loro. Non credevo avessero questo seguito qui in Italia!

Finalmente entriamo nel locale e prendiamo posizione defilati rispetto al palco, ma comunque vicini. L’area sottostante è già murata di ragazzette/i che, ad ogni ombra, luce che si accende, tizio che passa sul palco, urla senza un motivo presa dalla trepidazione. Urla tanto simpatiche quanto una scarica di diarrea.

Nel tempo che porta all’inizio dello show il locale si riempie fino all’orlo e molto presto ci ritroviamo pressati come sardine.
Una prova della macchina del fumo agita gli animi a tal punto che si vedono i primi svenimenti e dopo una breve introduzione, alle 21,35 ecco apparire sul palco i Pentatonix.
Dal momento che sono un gruppo canoro il volume è sì alto, ma non riesce a sovrastare le urla incessanti dei fans. Ad ogni parola, occhiata, mossa, ammiccamento, scoreggia, sputo della band sembra che il locale stia per esplodere.

Il delirio incontrollabile dei teenager non riesce però a nascondere un paio di belle stecche di uno dei cantanti e qui storgo il naso. Oh, può capitare a tutti di sbagliare – però, dai… – subito al primo pezzo ?
I primi brani non riescono a prendermi come speravo e in me si fa strada l’idea che stiano eseguendo il “compitino”. Non interagiscono molto col pubblico e sono immobili come pali della luce.

A cavallo tra il quarto e il quinto brano raccontano la loro storia con tanto di filmati strappa lacrime e pianti in puro stile Barbara D’Urso.
Raccontano che si sono fatti da soli (ma cosa?!); che nonostante abbiano vinto un reality le case discografiche non se li siano fumati neanche di striscio e che anche attraverso le avversità sono riusciti ad arrivare dove sono ora. Bene, quindi ? Vogliamo andare avanti con lo spettacolo o vogliamo sederci a prendere un tè ?

Verso la metà del concerto lasciano il palco al Beat Boxer che si siede, imbraccia un violoncello e si cimenta in un brano dove suona lui stesso mentre allo stesso tempo “canta” la base. Il momento più interessante del concerto, secondo me.

Finalmente i ragazzi si scaldano e cominciano a eseguire brani del loro repertorio abbastanza complicati, riuscendo per un attimo a stupirmi  con le loro doti canore davvero eccezionali.
Poco dopo scatta il momento boyband: dalle prime file scelgono una ragazza da fare salire sul palco e questa per poco non sviene. La fanno sedere su una sedia a lato del palco e le cantano un brano coccolandola, piangendo assieme, abbracciandola, insomma…proprio quello che speravo di vedere ad un concerto.

La situazione precipita. Cominciano a scattarsi selfie con il pubblico chiedendo a tutti di fare i cuoricini con le mani; ripetono almeno 100000 volte che in Italia ci sono solo persone bellissime; scendono in mezzo al pubblico scortati da 100 bodyguards e fanno il giro della platea con alcuni genitori che gli porgono i figli manco fossero il Papa e la sua curia pronti a benedirli. Ah no, era per farsi i selfie con le guardie del corpo visto che erano talmente grosse da sovrastare la band.
In tutto continuo a chiedermi: ma hanno intenzione di cantare o no ?

Dopo ben 55 minuti di “intenso” spettacolo salutano il pubblico. Ringraziano e se ne vanno in camerino. Beh, grande classico. Ora escono e proseguono con il bis!
Infatti è così.
Cantano un brano senza i microfoni chiedendo a tutti di fare silenzio e il pubblico per poco non lincia due ubriachi fradici che se ne infischiano altamente.
Un pochino li ho invidiati.

Annunciano il brano seguente (il Mashup dei Daft Punk) e lo eseguono alla perfezione! Riescono finalmente a prendermi e la mia gioia esplode: Grandi! Bravi! Mi unisco alle urla dei fans, applaudo, mi esalto e….vanno via. Concerto finito.

Ma come? Ma chi? Ma cosa? Ma che cazzo!
Guardo l’orologio e vedo che segna le 10,50. Se la matematica non è un’opinione si sono esibiti ben 1 ora e 15 minuti.
Un signore al mio fianco mi guarda e dice: “beh sai, evidentemente non hanno un gran repertorio!”
Dopo essermi trattenuto dal farlo piangere ho fatto questo ragionamento: hanno pubblicato 4 album, un’infinità di singoli, video su YouTube e collaborazioni varie. Non hanno repertorio ? Ci sono band che con un solo album fanno quasi 2 ore di set!

A quel punto sento qualcuno che esclama “beh sai, evidentemente cantare in quel modo è molto difficile e forse non riescono a tenere 2 ore di palco”
Questo detto da una persona che non ha fatto altro che chattare su whazzup tutto il tempo fregandosene bellamente dello show. Il classico “esperto” italiano. Vai così zio. 

Con le lacrime agli occhi e l’orchite che incalza esco a passo spedito dal locale e mi dirigo all’auto pronto a farmi i miei 200 Km verso casa.

Conclusioni

L’errore è stato mio. Ho creduto di poter assistere a un vero spettacolo musicale, fatto da artisti di un certo calibro e di poter emozionarmi con un po di buona musica. In tutta onestà credevo di avere a che fare con dei cantanti veri e propri.

Non fraintendetemi, tecnicamente sono stati all’altezza delle mie aspettative. Solo non mi aspettavo tutto il contorno. Dove cazzo è finita la passione per la musica ? Dove è finito il “vado al concerto per avere qualcosa in più da portarmi nel cuore?”
Ho visto solo una folla in preda al delirio composta da una massa di ragazzini pronti a uccidersi a vicenda solo per poter salire sul palco o essere quelli che la star indicano da lassù.
Un’ora di braccia levate al cielo con tablet, smartphone, TV 50” intenti a riprendere il concerto in tutto e per tutto. Ma cosa ti sarai mai goduto del live se lo hai visto col naso all’insù attraverso lo schermo del tuo apparecchio ?

Datemi pure dell’antico o del purista ma quando decido di andare a vedere un concerto lo faccio per accrescere il mio bagaglio culturale e la mia conoscenza sull’artista di turno. Lo faccio perché spero che una volta lì possa emozionarmi insieme alle altre centinaia di persone accorse per lo stesso motivo.

Rimane però un fatto: è giusto che ognuno faccia ciò che vuole della propria vita ed io non sono nessuno per dire il contrario.

Quindi: ieri sera alla fine mi sono divertito e sono contento che nonostante tutto questi ragazzi abbiano avuto la possibilità di ottenere tutto questo successo.
Gli auguro di crescere e di diventare delle leggende sperando che aiutino certe persone ad apprezzare veramente la musica in quanto tale.

Saluti a tutti,
Tullio

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