Must Have – 3

musthave

Un caloroso augurio di una splendida giornata

Benvenuti a tutti in una nuova e affascinante puntata di Must Have. Oggi voglio proporvi qualche nuovo disco e come al solito, darvi l’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo o di riscoprire qualcosa che già avete e di cui, magari, ignorate l’esistenza.
Avete acceso le casse del PC ? Come ? Siete al lavoro e non potete ? Beh non voglio istigarvi alla ribellione ma…chi lo sa ? Magari se alzate il volume potreste scoprire che il vostro capo ha un tatuaggio degli AC/DC sulla schiena o che il Sabato sera è solito frequentare Jazz Club o che so io!

Anyway, iniziamo

5fdp_-_American_Capitalist_AlbumFive Finger Death Punch – American Capitalist (2011)
Groove/Alternative Metal

Dite la verità: non avevate mai sentito parlare di Groove Metal vero ? Neanche io. Poi mi è capitato per le mani un loro album (credo quello prima di questo) e ho capito che non poteva esserci definizione più azzeccata. Questo gruppo americano si è saputo distinguere dalla massa per aver, a mio parere, dato una scossa al panorama Metal contemporaneo. Devo ammettere che c’è qualcosa qui che non avevo mai sentito prima – mmm, credo di aver esagerato. Diciamo che hanno preso elementi da vari stili diversi e li hanno fusi insieme, creando qualcosa di loro. Quello che adoro soprattutto è la voce del cantante. Graffiante, potente e capace di rendere le parti melodiche davvero struggenti e “sporche” come piace a me.
Tralasciando l’aspetto politico (sono abbastanza schierati con i Repubblicani) hanno creato dei brani che, al volume giusto scatenano un’ondata di energia. La ballad Coming Down oltre al significato profondo e socialmente rilevante si è aggiudicata un posto nella mia immaginaria Top 20 delle canzoni più belle di sempre.
Must Have: Si / Almeno 1 ascolto è d’obbligo

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Red – Until We Have Faces (2011)
Alternative Rock

Oggi va così. Terzo album per questa band americana che credo di conoscere solo io in Italia. Prendete i Linkin Park di Hybrid Theory: aggiungete un pizzico di elettronica e sottraete il Dj e il Rapper. Ci siamo. Questa è stata una scoperta davvero piacevole. Mi piacciono. Sanno essere potenti, ritmati e davvero melodici. A mio avviso questo è l’unico album degno di nota, se escludiamo qualche singolo qua e la. La opener Feed The Machines  riesce fin da subito a creare la giusta atmosfera e passando poi per brani come Lie To Mie (Denial), stupenda, si sfocia in una ballad che se siete depressi è meglio che non ascoltiate. Ve la consiglio comunque, ma non dite che non vi avevo avvisato. Scherzi a parte, Not Alone mi ha commosso la prima volta che l’ho ascoltata. Sicuramente è un album a cui vale la pena dare un ascolto almeno una volta.
Must Have: (per me) Si

deandre
Fabrizio de André – In Concerto con PFM (1979)
Folk / Cantautorale Italiano

Eccoci qua. Ora dirò una cosa: non amo particolarmente la musica italiana. Ma come tutte le regole, ci sono le sue eccezioni. Questa è una di quelle. Il buon Faber mi è stato introdotto fin da piccolo, quando nei viaggi interminabili in macchina con i miei genitori, il mangia nastri sfornava capolavori come questo.  Non voglio dilungarmi in viaggi pindarici ne tanto meno buttarla sul filosofico parlandovi di questo disco, non sarei capace di esprimermi a dovere.
Qui abbiamo un live registrato in alcune città italiane durante una tournée insieme al gruppo Progressive Rock Italiano P.F.M. (Premiata Forneria Marconi). I quali hanno re arrangiato i brani in questione regalando a noi poveri mortali un piccolo capolavoro della musica italiana. Ho cercato e trovato il vinile originale dell’epoca perché solo così sono riuscito a rivivere appieno le emozioni che trasmette.
Must Have: 100% Si

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Rev Theory – Light It Up (2008)
Post-Grunge / Hard Rock

Questa è stata forse una delle più liete scoperte del 2008. Secondo album per questa giovane band statunitense. In questo disco hanno saputo fondere il meglio del Post-Grunge e dell’Hard Rock, creando piccoli capolavori come la opener Hell Yeah che se la ascoltate immaginandovi di essere ad un concerto, non potrete fare altro se non fare Air Banding! La voce graffiante del cantante si mescola tremendamente bene con le chitarre arrangiate in puro stile ’90, ignoranti come piacciono a me. Questo disco ve lo consiglio nella sua completezza. Certo, non parliamo di cose nuove ma sono comunque dell’idea che se sai suonare bene e sai trasmettere alle persone qualcosa, allora puoi fare qualsiasi cosa.

Bene. Anche oggi siamo arrivati alla fine. Non mi resta che augurarvi:
buon ascolto

Tullio

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