Suonare dal vivo – Pt. 3

Suonare dal Vivo
Parte 3 – I Concorsi

Huge crowd at concert or open air show

Benvenuti a tutti. Era da un po che non avevo voglia di scrivere ma oggi sono rinsavito e ho deciso di portare avanti questa parentesi del Suonare dal Vivo.

Per chi non lo sapesse in questo spazio vi riporto le mie esperienze relative, per l’appunto, ai concerti. Non ho la presunzione di avere la formula magica ne tanto meno di essere in possesso della conoscenza suprema in merito, ma comunque qualcosa ho fatto e sarà divertente raccontarvelo.

Oggi voglio parlare di concorsi. Avete presente i vari Fattore X, la Voce d’Italia e Gli Italiani hanno talento ? Bene, ora dovete sapere che (molto in piccolo) esiste un sottobosco di concorsi e gare dedicati alla musica emergente. Ogni città/paese ha i suoi e ce ne sono alcuni che ti danno anche la possibilità di suonare in giro per l’Italia (o l’Europa). A spese tue.
Alcuni mettono in palio produzioni discografiche, una registrazione in studio, premi in denaro, buoni per l’acquisto di strumentazione, ecc ecc.
Per anni e anni, ho partecipato a discussioni sull’argomento, ho letto articoli, ascoltato storie di chi l’ha vissuto e infine vi ho partecipato io stesso.
Il dibattito, fondamentalmente, verte su due punti chiave:
ha senso partecipare o no ? 

Come sempre, io sono della filosofia che ognuno debba fare la sua gara e non sarò di certo colui che vi dirà: Andateci o Lasciate perdere

…però due cosine voglio dirle lo stesso:

  • Battle of The Bands
    Questo non è solo il titolo figo di un contest, purtroppo. Durante i concorsi a cui ho partecipato la prima cosa che ho notato è proprio l’aria tesa che c’è. Si certo, diciamo le cose come stanno, all’inizio tutti facciamo gli amiconi, pacche sulle spalle, corna al cielo, “spaccate”, “non vi conoscevo ma da oggi vi seguirò”, “suonare in Italia è una M&$a” e bla bla bla…
    Bello. Peccato che poi scatta qualcosa. Le stesse dinamiche che troviamo nei camerini di Miss Italia o nel backstage di Masterchef.
    Si sa, certe persone nascono con il gene della competitività e a me non disturba affatto, finché non mi calpesti arrogantemente lo scroto.
    Ho assistito a liti tra cantanti isteriche che si mettevano le mani addosso perché una canta in lirico e per l’altra lirico non era; ho visto chitarristi bastardi allentare le spine degli ampli e batteristi farsi i dispetti “perdendo” le farfalle che bloccano i piatti sulle aste. Una volta mi hanno addirittura rubato il doppio pedale tra un cambio palco e l’altro.
    Ragazzi, che dobbiamo fare? Purtroppo di stronzi è pieno il mondo e questo sublime lato del carattere risalta ancora di più quando in ballo c’è un buono da 10,00€ per l’acquisto di una chitarra da 2000€.
    Insomma, che voi lo facciate per la gloria, per il premio o per la fama (o fame a seconda dei casi) cercate di rispettare chi è li con voi ed è li per lo stesso motivo. Onestamente scannarsi o fottere la roba degli altri è solo un modo come un altro per dire che siete invidiosi e insicuri e che forse dovreste darvi alle scoregge nei tornado.
                                                   …O come sono cattivo oggi…
  • And the Winner is…
    Ci sono contest e contest. Eh già. Ci sono quelli gratuiti, quelli a pagamento, quelli che ti fanno suonare, quelli a cui devi mandare solo il materiale…insomma, ce ne sono anche troppi per i miei gusti.
    Come prima vi accennavo, molti contest danno la possibilità alle bands iscritte di portare sul palco (o vari palchi) alcuni brani del loro repertorio.
    Dopo esser stato giudicato per la performance, il gruppo potrà passare alla fase successiva e passo dopo passo, arrivare al premio finale.
    Il premio finale di solito consiste in premi in denaro, buoni di acquisto, registrazioni in studio o la possibilità di suonare in qualche Festival o che so io. Avete visto dove si esibivano le band che vincevano il contest per il BirraOlandeseken Jammin’ Festval ? Palco di 3×3 appena davanti all’ingresso, sotto al sole, con esibizione di 1 ora alle 14,30 del pomeriggio. Vi prego, non fraintendetemi, non sto giudicando male chi si esibisce lì (anche se alcune volte avrei dovuto) ma voglio rendervi partecipi delle mie perplessità: non potevi farli suonare sul palco grande? Ma si certo, due o tre si sono anche fermati a guardarli, mentre le restanti 30000 persone erano a ubriacarsi e a pisciarsi addosso l’un l’altro sotto il fresco sole estivo. Magari sul main stage qualche sopravvissuto in più avrebbe dato loro una possibilità e io avrei sentito meno puzza di farsa.
    Ciò che mi disturba è che partecipi per cercare visibilità e magari avere l’occasione che ti cambia la vita, ma il più delle volte ti spacchi la schiena (e le palle) per ricevere in premio…una fantastica lavatrice a pedali.
    Cavolo, potrei stare qua e raccontarvi altre mille storie come (o peggiori) di questa, ma non lo farò. Magari un’altra volta. Sono una persona educata io.
  • What the F%&k?
    Scusate se non sono trendy e non uso gli acronimi. Mi è capitato di partecipare (ahimè) a vari contest in passato e alcuni addirittura li abbiamo anche vinti, anche se alla fine, in alcuni casi, mi è sempre rimasto qualche dubbio…
    Qualche anno fa abbiamo vinto un concorso per band emergenti ospitato in un bellissimo locale di Imola, di cui non mi ricordo il nome (…si vede che mi è piaciuto tanto).
    Fu una serata orribile. Ci hanno trattato come materia fecale fin dal primo minuto ed eravamo tipo 20 gruppi nella stessa serata. Ci hanno stipato in uno sgabuzzino di 1 metro quadro e nel giro di un attimo non siamo riusciti manco ad entrare visto che due gruppi ne hanno preso possesso sbattendo letteralmente fuori dalla stanza, il materiale degli altri.
    Dato che il numero di Vaff… a nostra disposizione era già esaurito ce ne siamo fregati, in fondo noi eravamo li per esibirci.
    Facevamo Alternative Metal, insomma,niente di estremo ma non proprio roba da orecchie delicate: le prime due file, quelle della giuria, si sono alzate e spostate dietro al mixer della regia, visto che dopo i primi accordi li avevamo già pettinati; il restante pubblico ha assistito allo show con le orecchie coperte con le mani.
    Mi ricordo che all’epoca, era uno dei festival più famosi e accreditati del momento e noi partecipammo perché credevamo potesse essere una buona opportunità…ah, beata ignoranza!
    Il pubblico, che aveva la possibilità di votare, era per lo più composto da anziani, assiri, babilonesi e qualche cugino di Ramsete II, accorsi al locale in quanto, finito il concorso, sarebbe scattata la seratona liscio&mazurca. Ebbene si, durante la serata abbiamo scoperto che una volta finite le esibizioni sarebbe partita una serata dedicata “ai giovani”…si, i giovani di una volta!
    Per farla breve, il pubblico vota, la giuria vota e il presentatore annuncia che siamo i vincitori. Ancora increduli saliamo sul palco a ritirare il premio: un cartoncino con sopra scritto “Congratulazioni! Avete vinto le fasi eliminatorie del Pappappero Rock Contest”.  Ehm…
    W.T.F. ?? (Visto eh?) In sostanza, dopo, abbiamo scoperto che avevamo vinto ma non avevamo vinto. Il pubblico poteva votare anche in base alle consumazioni che effettuava e  quanto pare i nonni ci han dato dentro di Campari ed evidentemente non hanno apprezzato il nostro sound.
    Se volevamo proseguire dovevamo sperare in un ripescaggio…ma anche no dai, ci siamo già divertiti troppo stasera.
    Tutta questa tiritera per dirvi semplicemente che dovete sapere bene dove vi state cacciando. Leggete i regolamenti, rileggeteli insieme e se avete dei dubbi chiedete a qualcuno che ci ha già partecipato come si è trovato, in fondo chiedere è lecito no ?

Come sopra vale la regola: Ognuno faccia ciò che meglio crede.
Vi racconto queste cose perché so com’è quando ci credi tantissimo; so quanta passione si mette nel creare la propria musica e so benissimo quanto è cocente la delusione nel rendersi conto di essere stati presi in giro.
Non scoraggiamoci però, andiamo avanti, perché il bello di queste storie è che quando ve le racconterete davanti a una bella birra ghiacciata, vi farete un sacco di risate. Fidatevi.

Tullio

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