Who is? – Pt. 1

whoisPersonaggi e miti 
della scena musicale

Dal momento che così facendo, ho la scusa per cazzeggiare con programmi di grafica ecco che mi sono inventato questa nuova, fiammante, interessantissima (…forse) sezione del blog. Ho pensato che potesse essere scontato, descrivere in queste pagine le gesta dei personaggi che popolano (o hanno popolato) il panorama musicale internazionale, quindi, eccomi qua!

Un poco per volta vi riporterò qui, le avventure e/o le porcherie di volti noti e meno noti, ma soprattutto di coloro i quali affollano le mie playlist da decenni e che ancora non mollano. Bene, kawabonga! 

Bruce Dickinson
Lui, è leggenda

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Per chi ascolta metal e rock, costui è veramente una leggenda vivente: Bruce Dickinson. Scontato e sicuramente “telefonato”, dal momento che sono un cultore di questo genere, ma non importa, quello che colpisce è il personaggio. Nato nel 1958 è diventato, negli anni, uno dei personaggi e delle voci più influenti del panorama Heavy Metal mondiale. Tutti lo conoscono come la voce degli Iron Maiden, gruppo che ha fatto la storia del genere, insieme a mostri sacri come Black Sabbath, Metallica, Judas Priest e tanti, tantissimi altri. Mentre tutti si riempiono di borchie e di pelle, lui cattura per la sua voce, potente e inconfondibile. Durante i vari show si è distinto fin da subito per la presenza scenica. Uno dei pochi frontman in grado di possedere letteralmente il pubblico nel palmo della mano. Come dicevo, a me ha colpito il personaggio. Fin dagli inizi si è sempre schierato contro l’uso di droghe, tant’è che lasciò la sua prima band principalmente per questo motivo e perché, un certo Steve Harris, gli chiese di venire a fare una prova per un gruppettino chiamato Iron Maiden. <Per chi non lo sapesse, Harris è il leader, il bassista e il fondatore dei Maiden>.  Grazie. Grazie a qualsiasi divinità che è intervenuta per far si che questo accadesse. Grazie perché senza quell’incontro non avremmo alcuni tra i pilastri fondamentali come Number of The Beast, Piece of Mind o il tour World Slavery Tour, da cui la pietra miliare Live After Death (di cui ho già parlato qui)
Durante gli anni in cui correva in giro a sconvolgere il mondo intero, Mr. Dickinson si è dedicato anche a una delle sue grandi passioni: il volo. La cosa diventa seria e ufficiale dopo la sua uscita dagli Iron Maiden. Quello fu un momento triste per noi poveri metallari. Lui era un baluardo, un’icona e senza, la stella della Vergine di Ferro non poteva brillare come prima. Diventa presto un pilota di linea e già lo vedo, corna fuori dal finestrino della cabina e bandiera inglese che sventola fiera sulla coda dell’aereo.
Nel frattempo, Bruce, decide che è ora di tornare sulle scene ma vuole essere lui a dare l’impronta al suo lavoro, così, intraprende la sua carriera solista. Nel 1994 pubblica Balls of Picasso ma le uniche balls sono quelle che si ingrandiscono a chi ascolta questo album di dubbio gusto. Non voglio offendere nessuno, ma ritengo che forse non aveva ancora trovato il suo sound e quindi, questo disco, è da vedere come inizio e quindi, come punto di partenza per qualcosa di più grande. Gli anni successivi pubblica un altro disco, fino ad accendere qualche lampadina dando alle stampe Accident Of Birth (1997). L’album surclassa, in termini di copie vendute, il disco degli Iron Maiden, Virtual XI. Mentre molti di noi, piangevano per la sorte che era toccata ai nostri beniamini, il buon Bruce torna all’attacco con The Chemical Weddingtra cui, già da qualche tempo, è presente nella formazione anche Adrian Smith, ex chitarrista storico dei Maiden.
Insomma, non ci è voluto un genio per comprendere che nessuno sarebbe sopravvissuto senza l’altro e quindi…Reunion! Gaudio e giubilo. Da qui in poi, il resto è storia. Molti hanno criticato questa cosa come una pura operazione commerciale. Io dico che non me ne frega un bel niente. Mi hanno regalato perle come Brave New World e alcuni tra i più bei live che io abbia mai visto, quindi…

Ora veniamo a lui. Come dicevo è anche un pilota di linea e, tanto per metterlo in chiaro, ha comandato l’aereo personalizzato (l’Ed Force One) che portò la band in tour nel 2008, e utilizzato anche per altri show per le riprese del film-documentario, Flight 666.

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Si, è un tamarro

Nel 2010, ha pilotato l’aereo che ha portato la squadra di calcio del Liverpool a Napoli, per l’incontro di Europa League, Napoli – Liverpool.
La cosa che però più mi ha colpito è stato che nel Novembre 2011, Bruce ha deciso di acquistare una piccola compagnia aerea, la Astraeus Airlines, per cui lavorava, salvando dal licenziamento 1200 dipendenti. Ora, da quel che si sa, vola per la sua compagnia, sul suo Boeing 757, cantando Flight of Icarus alle nuvole.

Stiamo parlando di un grande uomo, secondo me, e volete sapere perché? Zero gossip, zero menate. La sua vita privata è rimasta tale e adoro tutto questo. Chissenefrega di chi si sposa o se si ubriaca tutte le sere, a me interessa quello che vedo, da quello che leggo. Questo inverno (2015) è stato reso noto che era affetto da un tumore alla lingua, si è operato e ora sembra che tutto vada per il meglio. Poi, mi sono commosso. Passo su Twitter e mi blocco su queste foto:

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Si ok, tante star fanno beneficenza. Ma ditemi: avete mai visto Lady Gaga suonare la chitarra per dei malati terminali o passare del tempo con bambini affetti da handicap ? Probabilmente lo fa senza farsi fotografare e voglio sperare che sia così, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Come dicevo: mi sono commosso. Si, proprio io, un panzone che si commuove perché una delle più grandi leggende viventi del Rock gli ha toccato il cuore, ancora una volta. Al di là delle retoriche e dei moralismi, sono sempre più convinto che Bruce sia una persona eccezionale. Avrà sicuramente qualche lato oscuro, come tutti, ma non è ben visibile, perché illuminato dalla sua personalità prorompente che tra un volo e l’altro e uno show mozzafiato, a 57 anni suonati, riesce ancora a coinvolgermi e a farmi emozionare.
Bruce Dickinson, lui è leggenda.

Bene. Mi auguro che questa sezione possa servire anche (e soprattutto) a chi non conosce, per poter scoprire qualcosa di nuovo. Sono sempre convinto del fatto che siano questi, gli artisti da cui prendere esempio e magari ritrovare parti di se in ciò che fanno o in ciò che cantano/suonano. Insieme, vi farò conoscere personaggi unici che, nel bene e nel male, hanno lasciato e lasciano tutt’ora il loro contributo noi poveri mortali rendendo le nostre vite, meno squallide di quello che pensiamo.

Tullio

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