Uno sguardo alla realtà

Oggi mi sono svegliato e mi sono detto: “dal momento che ho dato prova di essere un vero lord, tanto vale condividerlo”. Ora vi spiego.

Come sapete, recentemente ho scritto dei post abbastanza avvelenati, riferiti al panorama musicale locale (per chi ha voglia di farsi un’idea: qui e qui), nello specifico, riguardanti la scarsa organizzazione di certi locali e la lotta quotidiana che una band (NB: una band con capacità e che SA suonare!) cover o inediti che sia, per racimolare qualche serata. Dal momento che, come sempre, la verità sta nel mezzo, mi sembra giusto non fare un unico calderone ma, analizzare situazione per situazione e questa merita uno sguardo.

Voglio condividere con voi uno scambio di email, avvenuto negli ultimi giorni, tra me e un presunto Art Director di un locale della mia città. Ho pensato di censurare i nomi e contatti per evitare di favorire polemiche infinite e anche perché ammettiamolo, sono un signore.

E-mail Nr. 1 – Faccio presente che precedentemente, avevo già contattato il locale in questione, con una richiesta di cachet superiore a quella che ho proposto qui e ovviamente, non avevo ottenuto risposta. Non appena ho abbassato il tiro, ecco che mi risponde:

email1

Leggendo queste poche righe di risposta, sono un po’ morto dentro. Ne parlo con gli altri ragazzi e nonostante la maggioranza sia per “mandarlo affan…” decido comunque di tentare la “via del fenomeno”. Ovvero: provo a vedere fin dove arriviamo per capire se mangia la foglia oppure no.

E-mail Nr. 2:

email2
Fin qui, niente di strano. Però vorrei fare una precisazione: ho scritto che abbiamo un centinaio di persone al seguito così come potevo scrivere che ne abbiamo 1 Milione. Sono tanti e variegati i fattori che portano il pubblico a seguirti e di certo se fossimo sulla scena da 20 anni non avremmo di che preoccuparci, anche se rimane un concetto gretto e puramente economico.

E-Mail Nr. 3:

email3

Sogno o son desto? Ribadiamo il “ma siete sicuri di portare veramente 100 persone??” perché merita.
Tralasciamo anche il fatto che un locale che si spaccia come “Live Music Restaurant” o che so io, non ha la minima attrezzatura per ospitare gruppi e non tralasciamo il fatto che nessuno ha la pretesa di avere un palco alla San Siro ne tanto meno il fonico dei Metallica.

Facciamo pure i conti: noi ci siamo proposti a 250€ con impianto audio compreso. Nella nostra scheda tecnica, l’impianto in questione, si compone di 2 casse e un mixer, basta. Detto questo, avremmo dovuto muovere 4 macchine e 5 persone con tutta la strumentazione al seguito (batteria, ampli, chitarre, ecc ecc) e rientrare delle spese sarebbe stata dura, soprattutto dovendo pagare 80 per un fonico che ci avrebbe dovuto gestire la serata. Volendo poi fare i fighetti vi dico anche che lo show ne avrebbe risentito pesantemente, senza un qualche ausilio di luci e un impianto supplementare, il quale lo avremmo dovuto (o potuto) noleggiare (a spese nostre) per una cifra tra i 150€ e i 400€. Ci stiamo un po’ stretti.

Tutto questo con lo spauracchio della quantità di persone da portare, manco parlassimo di frutta o verdura, il quale avrebbe sicuramente influenzato il fatidico momento di San Paganino. Già me lo vedo: “eh, alla fine non erano proprio 100 persone…noi abbiamo le spese…bla,bla,bla…vanno bene 50€ in tutto?”
Vi ho già detto che oltre a tutto questo, per entrare nel locale occorreva anche spendere 15€ di tessera?

Leggetevi la risposta che gli ho dato e applauditemi.

Ho voluto condividere con voi tutto questo perché credo nei fatti e poco nelle parole. I miei post precedenti possono sembrare lo sfogo di un dilettante ma vi garantisco che quando parlo, lo faccio con cognizione di causa e questa signori, è la dura realtà.

Come ho accennato all’inizio, non farò di tutto un unico calderone. Questo è uno dei tanti (purtroppo) esempi di cosa deve affrontare una band, almeno nella nostra zona, per potersi esprimere e, nel caso specifico della cover band, per racimolare qualche soldino, dal momento che abbiamo scelto di farlo per quello e soprattutto per divertirci. Anche se ultimamente di risate ne vedo poche. Ma non demordo, questo è certo. So perfettamente quanto valiamo e non ci lasceremo scoraggiare.

Applauditemi anche per questo.

Tullio 

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