Must Have – Pt. 6

musthave

Finalmente. Era da un po’ che mi sentivo in dovere di elargire consigli musicali, anche se non esplicitamente necessari. Nell’ultimissimo periodo sono stato investito da un treno di nuova musica e ho trovato robetta davvero interessante…hei tipo vuoi della robba bbuona? 

Va beh. Andiamo oltre. Per chi si sia sintonizzato solo ora vi riassumo brevemente: sono un drogato di musica. Ascolto, assimilo e quello che merita (secondo me) ve lo propongo qua. Semplice no?

backinblackAC/DC – Back In Black (1980)
Rock

Visto che oggi 90.000 fortunelli sono a Imola (Bo) a sciogliersi lentamente sull’asfalto dei paddock e a farmi morire di invidia, ho pensato di proporre questo. Primo album della band senza il compianto Bon Scott (di cui ho parlato poco fa qui) che morì durante la stesura dei brani proprio per questo disco. Tutta la band, compreso il nuovo e attuale singer, Brian Johnson, hanno voluto omaggiare il loro cantante (e amico) scomparso con uno degli album più belli della storia. Non solo della storia della musica ma della storia in generale. Sicuramente l’album più completo di tutti quelli prodotti dalla band. Avete presente che di solito, in alcuni dischi, su 12/13 tracce ve ne piacciono si e no 6 o 7? Qui sono tutte belle, dalla prima all’ultima. Sicuramente avrete sentito Hells Bells, Back in Black o You Shock Me All Night Long. Ecco, vengono da qui. Vi consiglio di reperirne una copia in vinile. Anche se non avete il giradischi. Appendetelo in casa, esponetelo come fosse la Monna Lisa. 

farmmachineSteve’n’Seagulls – Farm Machine (2015)
Blue Grass / Folk 

Un anno fa mi sono imbattuto nel video di una cover di Thunderstruck (AC/DC) in cui cinque campagnoli finlandesi, con l’ausilio di incudini, trattori e cappelli di pelliccia riproducevano live at Capannodegliattrezzi, questo grande classico. Probabilmente animati da alcool e pastorizia, questi geni del male, hanno deciso di riproporre in modo diverso i più grandi brani rock della storia e fin qui, niente di speciale. Poi in Maggio ho scoperto che hanno registrato il primo album, sempre di cover e l’ho ascoltato. E’ stato subito amore. Adoro le cover se riproposte con personalità e intelligenza. Anche la scelta dei brani risulta abbastanza inusuale: tolte quelle stra-famose (Holy Diver, The Trooper, ecc) troviamo anche un brano dei Rammstein, Ich Will e uno dei Nightwish, Over The Hills and Far Away. Insomma, adoro questo disco e ve lo consiglio e persino ai Truly Defender del Metal dico: si esibiranno anche al Wacken Open Air 2015, fate voi! Sono divertenti, ignoranti al punto giusto e tecnicamente dei mostri. C’è tutto. Mettiamoci la spiga di grano in bocca e via a ballare.

answerThe Answer – Raise a Little Hell (2015)
Rock

Questo anno è stato prolifico di novità per me. Anche questi ragazzi inglesi li ho conosciuti per caso durante una delle mie sessioni infinite di ascolti casuali. Questo album è bello, punto. Rock classico miscelato con qualche cliché moderno e suoni potenti che mi hanno rapito fin dalla prima nota, con una voce graffiante e dei cori mozzafiato che non lasciano niente al caso. Probabilmente non è giustissimo gridare al miracolo, ne alla novità assoluta ma questi suonano bene. Mi sono innamorato di Long Live Renegades, di I Am What I Am o Cigarettes and Regrets, brani eccezionali che ti prendono e ti trasportano direttamente su di una Cadillac con la capotte abbassata e un teschio di bue sul cofano, sulla Route 66 con i capelli al vento. Ve lo consiglio vivamente, soprattutto vi consiglio di gustarvelo e da qui, partire per un viaggio a ritroso, accompagnati da tutti i mostri sacri da cui prendono spunto questi ragazzi e magari, riscoprendo cose di cui non sospettavate l’esistenza.

halestorm
Halestorm – The Strange Case Of… (2012)
Rock

Questo è un altro piccolo capolavoro che merita davvero un po’ del vostro tempo. Band americana capitanata da Lizzy Hale, una cantante con le Palle, con la P maiuscola. Una voce strepitosa e un’energia che si riesce a percepire fin dal primo brano, Love Bites (So di I). Band inizialmente formata da cantante/chitarrista (figlia), batterista (figlio e fratello) e bassista (padre). Ora sono rimasti solo i fratelli Hale ma non è importante ai fini della resa complessiva, era solo per dirvi qualcosa in più su di loro, così, per fare il figo. Album eccezionale sotto tanti punti di vista. Un tripudio di groove e suoni spettacolari, conditi con questa voce magnifica che sembra voglia prenderti a calci nel culo per tutta la durata del disco, soprattutto in brani come I Miss The Misery o Mz. Hyde, da pelle d’oca. L’unico rammarico è che l’album successivo a questo, uscito da poco, mi ha fatto schifo (sempre secondo me eh!) e guarda caso, proprio in concomitanza con il raggiungimento del successo globale. Sono comunque riusciti a produrre un capolavoro come questo e se lo hanno fatto una volta, mi auguro che possano ripetersi anche in futuro, io aspetto, non ho fretta.

Eccoci qua. Anche per oggi ho finito. Accendete le casse, aprite le orecchie e buon ascolto.

logotullio
            Tullio

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3 thoughts on “Must Have – Pt. 6

  1. Sti Steve’n’Seagulls non li conoscevo (parto subito ad ascoltare l’album), ma di molto simile ti consiglio gli Hayseed Dixie, se non li conosci!

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