Motocicletten: Riflessioni

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Le Due Ruote
Ciò che vedo in giro la dice lunga

Buongiorno a tutti. La stagione estiva arriva allo Zenit e migliaia di appassionati centauri si riversano sulle strade del Bel Paese (o dell’Europa) raggiungendo le varie località prefissate per le vacanze.
Come sempre, ci sono quelli esperti, quelli che imparano e i neofiti, al primo approccio con il bolide acquistato in primavera, pronto e lucidato. Proprio stamani ho fiancheggiato il tratto dell’autostrada che passa per la mia città, Bologna, dove ho visto pochissimi temerari in moto. Ma non fa testo, non si può basare una congettura su dieci minuti scarsi. Fu così che mi addentrai per una selva oscura. Avevo del tempo e mi sono informato se esistono delle classifiche di vendita relative alle due ruote: le ho trovate. Quello che ho trovato però, non avrei voluto leggerlo. Maledetto me e il mio cervellino. Lo so che poi finisco per infervorarmi, ma che posso fare ?

Per prima cosa vi riporto qui di seguito una classifica presa dal Ministero dei Trasporti (fonte: Motoblog.it) relativa al mese di Marzo 2015. La classifica include tutto il segmento Due Ruote, ovvero: scooter, maxi scooter e moto, suddivise nelle varie categorie:

1 HONDA ITALIA | SH 150 | Scooter | 720
2 HONDA ITALIA | SH 125 | Scooter | 638
3 YAMAHA | TMAX 500 | Scooter | 542
4 YAMAHA | MT-09 TRACER | Naked | 416
5 BMW | R 1200 GS | Enduro | 397
6 HONDA ITALIA | SH 300 | Scooter | 370
7 KYMCO | AGILITY 125 R16 | Scooter | 346
8 PIAGGIO | BEVERLY 300 | Scooter | 344
9 PIAGGIO | LIBERTY 125 3V | Scooter | 278
10 HONDA | NC 700/750 X | Enduro | 272
11 YAMAHA | MT-07 | Naked | 270
12 BMW | R 1200 GS ADVENTURE | Enduro | 261
13 YAMAHA | XMAX 400 | Scooter | 260
14 PIAGGIO | BEVERLY 350 | Scooter | 251
15 DUCATI | SCRAMBLER | Naked | 247
16 YAMAHA | XMAX 250 | Scooter | 237
17 PIAGGIO | VESPA GTS 300 SUPER | Scooter | 212
18 KYMCO | AGILITY 200I R16 | Scooter | 200
19 HONDA | INTEGRA | Scooter | 195
20 YAMAHA | MT-09 | Naked | 181
21 YAMAHA | XENTER 150 | Scooter | 166
22 KYMCO | DOWNTOWN 300 | Scooter | 161
23 KAWASAKI | J300 | Scooter | 160
24 KAWASAKI | Z 800 | Naked | 155
25 PIAGGIO | VESPA PRIMAVERA 125 | Scooter | 148
26 KYMCO | PEOPLE ONE 125I | Scooter | 140
27 KYMCO | XCITING 400I | Scooter | 139
28 KAWASAKI | VERSYS 650 | Enduro | 129
29 BMW | R 1200 R | Naked | 124
30 KYMCO | PEOPLE GTI 300 | Scooter | 124

Ok, un minuto di silenzio. Vedere un maxi scooter piazzarsi al terzo posto, prima di una moto…mi fa male al cuore. Scusate ma non mi riesco ancora a spiegare come si fa’ ad investire 12/13.000€ nell’acquisto di un, di un…di un coso del genere. Senza offesa eh.
Queste sono Nuove Immatricolazioni. La classifica non tiene conto dell’usato, ovviamente e per fortuna, aggiungerei. Ma andiamo oltre.

Dall’inizio del 2015, si è registrato un numero di immatricolazioni pari a (circa) 79.000 esemplari di moto. Solo il mese di Luglio 2015 ha fatto registrare un aumento del 25% sulle vendite, se paragonato allo stesso mese del 2014, come diceva l’Ing. Cane, “cifre che fanno girare la testa”.  Le statistiche e i numeri non sempre riflettono la verità ma danno un’idea di come girano le cose. Per esempio, la regina delle vendite è la BMW R1200GS, la mitica endurona che tanto piace a noi italiani o almeno così pare. Poi, che uno la compri per andarci in infradito solo al bar, con la moto attrezzata che manco un raid nel deserto della Nambia è un altro discorso. Quello che scatena le mie riflessioni sono i costi. Parliamo di una moto che in media, nuova, la puoi trovare, a seconda degli accessori, a cifre che oscillano tra i 16.000 e i 15.000€, escluso l’allestimento Adventure che parte da un prezzo di listino di (quasi) 18.000€.  Ho preso per esempio questo mezzo ma ce ne sono tante altre che (a volte) toccano delle cifre astronomiche, onestamente anche un po’ esagerate. Come? Costano così perché sono un concentrato di tecnologia? Ah, giusto, perché ora, senza la centralina che ci dice anche quante scoregge sono state fatte mentre veniva assemblata, non giriamo più per strada. Per citare l’Agente J (Man In Black): “ora andrete a sbattere perché il GPS non funziona?”

Insomma, il trend è in crescita, perché aumentano le richieste e gli sviluppi tecnologici rendono più sicuro e confortevole l’utilizzo del mezzo, nonché più divertente e smodato. Una tendenza da cui mi dissocio e mi sono sempre dissociato. Per non scadere nell’ipocrisia più becera, ricordo anche che sono le vendite (e i ricavi) che contano, per i grandi marchi motociclistici.
Analizzo la questione: la Yamaha vende l’R1, un missile terra-aria dalla potenza inaudita che spesso, purtroppo, finisce nelle mani di motociclisti alla prima esperienza. Alla Yamaha frega sega se poi il principiante decolla e prova a raggiungere la stratosfera al primo rettilineo, perché intanto la moto l’ha già venduta. Tutto perché il Segmento Moto di una multinazionale contribuisce a mantenere tutto il carrozzone, che spesso è dei più disparati. La Yamaha, per esempio, produce anche strumenti musicali di vario genere.

Poi c’è l’Harley Davidson e il mito americano che porta con se. Un mito che negli anni sta svanendo, soppiantato da troppe vernici fashion e barbe all’ultimo grido a basso chilometraggio, purché alla fine dell’anno, faccia registrare un aumento degli utili. L’identità ce l’avete già, ma andrebbe perseguita e mantenuta, secondo me. Il confine di questo scempio è stato passato quando è uscito un modello di Electra Glide (27.000€ circa di listino), sul quale puoi incastonare il tuo Tablet nel cruscotto e con l’apposita applicazione, tenere sott’occhio tutte le informazioni del caso e ascoltare la tua compilation amarcord anni ’60 preferita, dal tuo fiammante impianto stereo…sulla moto. Questa cosa dello stereo sulla moto non è recente, ma non l’ho mai compresa. Se è stata concepita per “mettere il braccio fuori dal finestrino” vorrei ricordarvi che in moto sei già “fuori”. Occhio, non giudico il possessore per l’acquisto in se. A ognuno il suo, dicevano.
Vorrei anche segnalare la presentazione del modello Street 750, sempre dell’Harley. Un catafalco, definito entry level, che costa 1000€ in meno di una 883 Sportster. Moto concepita per aumentare la clientela, inizialmente per i paesi come l’India et similia, ma l’unica cosa che ha aumentato è il mio sdegno per certe scelte commerciali.

Stessa storia la Ducati. Da ex possessore, fiero di esserlo stato, sono contento che in mano ai tedeschi dell’Audi ci sia stato un enorme cambio di direzione. Hanno mantenuto il brand, rendendolo più forte, proponendo nuovi modelli e puntando sulla tecnologia all’avanguardia e alla fine ne stanno raccogliendo i frutti. Buon per loro. Le linee sgraziate del primo Multistrada erano un segno distintivo. Sapevi che era una Ducati senza doverti avvicinare per leggere la marca, cosa che devi fare adesso quando trovi dei nuovi modelli, parcheggiati in mezzo a cugine come Yamaha, Honda o BMW. Il Ducati Monster è stata una rivoluzione. Una delle primissime Naked sul mercato. Certo, con tanti problemi meccanici, ma forse solo alle vostre, perché la mia è sempre stata un orologio. Il faro anteriore tondo, il serbatoio squadrato, gli specchietti come le orecchie di Topolino, il fanale del Malaguti Phantom F-12, il filtro dell’olio della Citroen 2Cv…insomma, un’accozzaglia che le ha garantito il nome giusto per lei: un Monstér (letto in bulgnais). Poi è arrivato il faro a prisma (come la Yamaha MT), il mono braccio, i cerchi forgiati, il serbatoio fico con le due prese d’aria, il codino fico, il manubrio fico (con i paramani…) e anche il prezzo, meno fico, che è lievitato da 8.900€ circa a 11.000€ circa. Una fotocopia di altri modelli già in circolazione, con motore Ducati e di colore (prevalentemente) rosso, niente di speciale ai miei occhi. Possiamo stare qui dei giorni a disquisire sul fatto che la Ducati stava fallendo e blablabla, per l’amor d’Iddio. Però, era proprio necessario snaturare così una linea che ti ha reso un’icona? Non si è riuscito o non si è cercato di trovare una via di mezzo? Poi. sicuramente sono io il matto, i numeri, le statistiche e ciò che vedo per strada dimostrano il contrario di ciò che penso.

Purtroppo per voi, c’è una cosa che mi resta da valutare, in merito a quanto detto prima: il mercato dell’usato. Un mercato che è sempre più florido, pieno di occasioni e soprattutto, pieno di moto nuove di pacca. Se fate un giro su FB, o più in generale sui siti che trattano l’argomento, noterete che c’è una grande maggioranza di moto con pochissimi anni (dai due ai cinque) e pochissimi chilometri. Se si volesse fare un’analisi approfondita si potrebbe quasi presupporre una maggioranza di “vendita per inutilizzo” dovuta ai più disparati motivi. Ma questo non è importante, perché le nostre vite cambiano molto più in fretta ora e a volte, chi ha comprato una moto l’anno prima, potrebbe trovarsi in difficoltà l’anno dopo e non riuscire più a mantenerla, per cui è costretto a venderla. Ergo, potrete anche dire di vendere 1.000.000 di moto al mese, ma se poi più della metà finiscono in vendita l’anno seguente, c’è qualcosa che tocca. Chiamatela come volete ma io la definisco ipocrisia commerciale. Complici anche gli utilizzatori finali che il più delle volte, vogliono solo un mezzo su cui apparire cool e selvaggi, senza avere la minima idea di cosa voglia dire avere una moto. Della serie: vedo tantissime moto in giro, ma pochi motociclisti.

A buon intenditor, poche parole.

logotullio
Tullio

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