Evoluzioni

Un buongiorno festoso a tutti. Come accennato nel mio articolo precedente (se ve lo siete perso lo trovate  qui) mi sono riavvicinato al mondo dei giochi di ruolo o da tavolo se vogliamo. Niente da perderci la testa. Dovete sapere che oltre a spendere tutti i soldi di mio padre in miniature, quando ero adolescente, passavo parecchi Sabato sera incollato al PC, a giocare on-line con gli stessi amici con cui condividevo anche le altre passioni. Insomma: metallaro, giochi di ruolo, giochi on-line…mancava solo la camicia di flanella!

Un modo alternativo di passare il tempo se consideriamo che quelli erano gli anni delle disco, dei Malaguti F12 elaborati, dei Gabber. Gli anni del: c’è, se non vai in disco sei uno sfigato!  Si, ed ero fiero di esserlo, almeno finché non iniziai a suonare seriamente e a prendermi le prime sbronze. Ma questa è un’altra storia.
Giocavamo on-line dicevo. Organizzavamo partite tra di noi e con altri, conosciuti sul server, ad un gioco di strategia in tempo reale di fantascienza chiamato Starcraft, della Blizzard. Dovevi raccogliere risorse, costruire edifici, produrre truppe di vario genere e poi massacrare il tuo avversario o venire massacrato. Con una connessione a 56K potete immaginare il perché le partite duravano fino alle 2 del mattino. Era tutto molto bello. Per un fanatico di tutto ciò che è fantasy o fantascienza di 16/17 anni, era la massima aspirazione.

Negli ultimi anni ho accantonato il mondo dei giochi on-line per svariati motivi ma ho sempre tenuto l’orecchio teso a captare le novità e l’evoluzione di questo mondo a se stante. Con l’avvento della pirateria e la possibilità di scaricarsi i giochi gratuitamente, le case produttrici sono corse ai ripari promuovendo un nuovo stile di gioco dove è previsto un abbonamento mensile per poter accedere al server e quindi, al mondo in questione. In breve funziona così: compri il gioco (in media circa 30€), registri il tuo account/personaggio, paghi un abbonamento mensile/annuale (che varia a seconda del produttore) e giochi. Il tuo “avatar” deve svolgere missioni, scambiare oggetti con altri giocatori, aumentare di livello per diventare sempre più potente. Esistono svariate piattaforme di gioco e la più famosa sicuramente è World Of Warcraft, sempre della Blizzard. Un vero e proprio mondo in cui incontrare giocatori di tutto il globo reale. A questo punto sono nati dei veri e propri commerci virtuali dove, pagando con soldi veri, puoi comprare oggetti magici, armature, talismani e chi più ne ha più ne metta. Addirittura su ebay o simili, puoi trovare giocatori che vendono i propri oggetti ad altri, tutto utilizzando soldi reali.

Posso dire che questa è solo la punta dell’iceberg. Non tutti sanno che in Corea (Nord o Sud non ricordo) vanno matti per queste cose. Hanno iniziato a organizzare dei veri e propri campionati (si esatto, come quelli di calcio) e tornei, con tanto di finali seguite da milioni di persone. Partite che si svolgono in arene con mega schermi, conduttori, commentatori, allenatori e tifoserie. A sentirne parlare sembra incredibile ma fatevi un giro sul tubo e guardate coi vostri occhi. La cosa si è trasferita anche in Europa, dove i top player di alcuni giochi si sono riuniti in squadre (team) e si danno battaglia sui server, con le dirette delle “partite” seguite da milioni di persone.

Si ma, si riesce a vivere di questo? Bene, per conoscenza vi metto qui un articolo uscito il 3 Agosto su Wired: ESports, tutti i numeri di un successo mondiale.
Leggetelo e vi si aprirà un mondo, fino ad ora, a me sconosciuto. Dando uno sguardo all’articolo una delle cose che mi ha colpito è che quest’anno, il Tour De France è stato seguito meno che il campionato di Starcraft 2. Il numero di appassionati cresce ogni anno tant’è che solo nel 2015, questi eventi sono stati seguiti da 134 Milioni di persone…cifre che fanno girare la testa come direbbe l’Ing. Cane. Però la cosa che più di tutti stupisce è che per il vincitore della finalissima di uno dei vari giochi è stato stanziato un montepremi di circa 6 Milioni di Dollari. Si, avete capito bene. Per tornare alla domanda qui sopra, posso dirvi che c’è chi riesce a viverci, ma esistono anche milioni di giocatori che ci provano ma non riescono. I “professionisti” riescono a sbarcare il lunario più che decentemente grazie anche agli sponsor (case produttrici di tastiere super fiche, mouse, PC ad alte prestazioni, cuffie, microfoni, telecamere, ecc) e ai social network, dove puoi seguire letteralmente la diretta delle partite e/o gli “allenamenti”. Esiste una piattaforma (Twitch) che è nata proprio per questo scopo. Se fiuta che un giocatore è seguito da migliaia di persone e/o ha migliaia di iscritti al proprio canale, lo paga 5€ dollari per ogni iscritto, tanto per fare un esempio. Il colosso Amazon ha acquistato Twitch per più di 900 Milioni di dollari. Insomma, un giro di affari che mostra un enorme incremento annuo e ha portato a fare girare capitali stratosferici nelle tasche di giocatori, produttori e tanto altro.

La vita di un giocatore professionista si svolge principalmente al computer. Esistono varie versioni di giocatori. Ci sono i Tester: quelli che testano i giochi alla ricerca di eventuali errori; ci sono i Gamer: quelli che si “allenano” 20 ore al giorno e poi partecipano ai tornei sperando di vincere; ci sono gli Streamer: quelli che giocano in diretta i campionati. Ovviamente per farlo devi essere carismatico, avere una personalità, insomma, quasi come un attore. Considerate che il più famoso giocatore di League Of Legends (uno dei giochi più famosi) riesce a incassare quasi 8.000 dollaroni al mese, stando seduto a casa a cliccare sul mouse. Mi sto immaginando le vostre facce. Se non eravate a conoscenza di tutto ciò, allora avrete la stessa espressione che ho avuto io la prima volta: un misto tra stupore e incredulità. Pensate che mentre scrivo, più di 30.000 persone stanno guardando le partite in diretta dei vari giocatori. Alcune delle informazioni le ho prese da un video (in inglese) dove “spiega” come diventare un giocatore professionista. Il tizio che parla è anche divertente e se siete un po’ ferrati nella lingua è abbastanza capibile:

Occorre però fare un ragionamento. Leggendo gli articoli e guardando i video sembra enormemente facile ma dovete considerare che solo uno su un milione riesce ad emergere e quindi, a vivere di questo. La domanda però che mi pongo io è: gli altri 999.999, cosa fanno se non riescono? Sarebbero disposti ad imparare a fare il meccanico, il calzolaio o il barbiere?
Onestamente, io trovo divertente che esista questo settore ma ciò che auguro a tutti quelli che ci vivono è che duri. Si ok, giochi e guadagni ma se poi la magia finisce? Non so, sembra tutto così effimero o magari sono io che non riesco a capire perché sono di un’altra generazione ormai.

Lascio a voi il compito di farvi la vostra personale idea e magari, di condividerla con me.

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