Disposizioni

L’emergenza migranti è ormai diventata il caso mediatico del momento, oltre che (purtroppo) essere anche la scusa che tutti usano per mostrare chi sono davvero.
Tutto ciò sempre ed esclusivamente sulla pelle di coloro che fuggono.
Continua a serpeggiare tra le persone benestanti quali siamo, l’ignoranza tipica di chi ha (quasi) paura che questi fuggiaschi possano, in qualche modo, avere più diritti di noi. Ignoranza che viene ampiamente dimostrata, sbandierata, sotto forma di frasi ad effetto del tipo “tu li ospiteresti a casa tua?” ; “non possiamo accoglierli tutti”; “vengono qui e ci rubano il lavoro”.

Ora, io non mi concentrerei su questi (evidenti) pagliacci, perché magari sono gli stessi che vanno con le prostitute di colore perché costano poco. Sono stanco di ascoltare, di leggere e di osservare la vostra ipocrisia.
Chiedetevi piuttosto: perché vengono qui? Perché genitori in lacrime lanciano letteralmente i figli al di là del filo spinato, sperando che qualcuno li raccolga e li tragga in salvo? Ve lo siete mai domandato mentre vi trasformate tutti in legiferatori, riempendovi la bocca di parole come “costituzione“, “leggi sull’immigrazione“e “migranti economici“?

Lo sapete che in Eritrea (colonizzata dagli Italiani, si, proprio noi, nel 1890) esiste un regime totalitario che impedisce alle persone di uscire di casa senza un permesso? Lo sapete che se più di due cittadini si ritrovano per strada a parlare sono passibili per l’arresto? Siete a conoscenza che tutti, ma proprio tutti i cittadini hanno l’obbligo del servizio militare a tempo indeterminato e chi fugge viene torturato e reintegrato a forza? Ma soprattutto, lo sapete che il il governo di Afewerki fa pressioni all’UNHCR (l’Organizzazione mondiale per i rifugiati) per riavere indietro i suoi connazionali?
Boh, secondo me manco sapete dov’è l’Eritrea.

Sulla Siria, ormai dovreste sapere tutto. Sono già diversi anni che quella che era nata come “primavera araba” si è trasformata in una guerra civile senza esclusione di colpi, con Russi, Americani ed Europei pronti a spartirsi i resti di quello che era un paese meraviglioso. Perché diciamocelo, con la scusa di pacificare un paese, non ci hanno messo niente ad invadere l’Iraq e l’Afghanistan. Ma con Assad si cerca il compromesso. O almeno è quello che vogliono farci credere. Notizie false come monete da 3 Euro si susseguono giorno e notte e tutti ad abboccare, senza sforzarsi di approfondire.

Molti dei profughi siriani (quasi la metà della popolazione del paese), una volta arrivati in qualche campo profughi, la prima cosa che fanno è rendersi conto che i paesi che hanno contribuito a distruggere il loro non li vogliono. Come un padre con un figlio illegittimo avuto con l’amante, che prima lo fa. poi fugge dalla responsabilità oggettiva, magari facendo sembrare il bambino (o la madre) il colpevole.  Classico.
Vi siete chiesti perché paesi arabi civilizzati e potenti come gli Emirati Arabi Uniti o il Kuwait non muovono un dito? E dire che anche per un fattore religioso sarebbero l’ideale per accogliere i profughi, soprattutto anche per una futura integrazione. I loro predicatori puntano il dito sugli europei che accolgono i rifugiati accusandoli di volerli “cristianizzare“, ma le loro porte restano chiuse. Sono chiuse anche per chi lavora in quei paesi da anni, con regolari permessi. Essi non hanno diritto a comprare casa, né di fare certi tipi di lavori. Se siete in linea con questi pensieri, prego, accomodatevi alla corte del grande Califfo di stocazzo, nessuno ve lo impedisce.

Ma gli Stati Uniti? Forse il paese con il più alto grado di responsabilità in tutto questo tace, anzi, si vanta che nel 2014, ha accolto ben 1600 immigrati siriani. Mamma mia che bravi. Si ok, loro di problemi ne hanno altri (e parecchi) ma il punto focale della questione è che l’Unione Europea ha fallito miseramente. E’ sotto gli occhi di tutti. Ogni staterello ha chiuso i confini, dimostrando di essere entrato nell’area Schengen solo per meri interessi economici…e tanti saluti alla gente. Ancora una volta la Germania ci mette in ridicolo. Non perché siano migliori di noi, ma perché sono più bravi nel farlo credere agli occhi del mondo. Pochi, pochissimi di noi (in rapporto) fanno davvero qualcosa e chi non alza un dito si chiede: “perché dovrei farlo?“. Giusto, dobbiamo preoccuparci delle riforme scolastiche affinché i nostri figli ci lascino più tempo possibile per farci i cazzi nostri, di cosa compra Renzi coi nostri soldi, della moglie del premier privilegiata, del vicino di casa che ci rompe le palle con la TV troppo alta o della Juve che non parte bene in campionato.

Anche io ho i miei problemi, come tutti. Ma ciò non mi impedisce di scordarmi quali sono i miei princìpi e che, purtroppo, sono affetto da  una malattia rara chiamata Umanità. La differenza, magari, non la farò sul campo portando da mangiare a questa gente ma già solo informandomi, approfondendo, cercando di capire e soprattutto, facendomi le domande giuste, nel suo piccolo, aiuta. Non mi ridurrò come molti di voi che si fanno fautori di ideologie razziste per darsi un tono o addirittura, come alcuni amici che hanno paura ad uscire di casa perché fuori c’è l’uomo nero. Non vi inviterò ad andare nei campi, né vi condanno perché siete ignoranti. Vi esorto semplicemente a smetterla di avere paura, a fare un bel respiro e a guardarvi intorno, perché che ci vogliate credere o no, i fatti dimostrano che qui si sta bene e condividere questo con chi fugge da morte e torture non ci costerebbe più di tanto.

Non mi credete e volete davvero cambiare le cose? Il modo c’è. Siete disposti a mettere in discussione tutto ciò che avete? La vostra casa, il vostro SUV, i vostri 3 smartphone? Non parlo di rivoluzione né di guerra civile, parlo di noi. Noi dobbiamo diventare più responsabili, più consapevoli, più presenti e per farlo dobbiamo rinunciare a qualcosa. Siete disposti a farlo?

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One thought on “Disposizioni

  1. A casa mia, a casa tua…
    Bene, ci sarebbe da rispondere, al cretino che ti dice “ospitali a casa tua”, in questi termini, ma chissà se li capisce.
    Caro stupidotto, quando ti sei ammalato, ti è mai capitato di sentirti rispondere: niente ospedale, curati a casa tua?
    Quando sei andato a scuola – quei pochi giorni, ovviamente, non puoi aver studiato più di così – ti hanno forse urlato in faccia: studia a casa tua?
    Non avete dovuto allestire una sala operatoria in cucina o una classe in bagno, e sai perché? Perché c’è una cosa che si chiama “Stato”, che si occupa di questo, e si occupa anche di accoglienza. Lo fa principalmente con fondi europei ed in parte anche con le mie tasse e quindi vedi, caro cretinetti, io pago le tasse e quindi ho già in casa i miei profughi.

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