Croncache di vita urbana

Vi prego. Per favore. Non date a certe sessantenni la convinzione di essere ancora giofani, che poi me le ritrovo sdraiate in mezzo alla strada perché scivolano sulle zeppe alte mezzo metro, con la minigonna che lascia intravedere il pannolone. E’ mattino presto e, magari, non ho ancora voglia di atrocità.

Salutato il capannello di gente accorsa per aiutare la granny, scopro che qualche strada più in là han trovato il cadavere di un postino. Un pover’uomo che è morto ancora non si sa come. Era lì, riverso sul marciapiede, ed è stato ignorato finché una signora non si è impietosita e ha chiamato i Carabinieri. Forse perché ostruiva il passaggio.
Erano le 8.30 e il corpo era li dalle 6 del mattino, a quanto sembra.

Poi arrivo in ufficio e trovo per l’ennesima volta il bellimbusto dell’agenzia immobiliare che, ancora una volta, mi inchioda perché vuol sapere chi vuol vendere o chi vuol comprare. Vaffanculo. L’eco della risposta ancora rimbomba sotto il porticato. Lo so che stai lavorando ma vieni tutti i giorni e tutti i giorni mi chiedi le stesse cose, con il tuo fare da amicone. Vaffanculo: è d’obbligo.

A cucci e spintoni parte la giornata lavorativa. Caffè, computer e via. Mi aggiorno sulle notizie e leggo un paio di recensioni su dei film ora nelle sale. Guardo il flyer di una festa dove abbiamo suonato l’anno scorso, conclusasi a grandi applausi, pacche sulle spalle e “vi abbiamo già scritturato per l’anno prossimo”. Hanno chiamato tutti i gruppi della scorsa edizione…tranne noi. Pace oh.

Riguardo il flyer perché pace si, ma mica tanto: brutti bastardi. Un viso noto tra le band che si esibiranno mi colpisce. La cantante di un gruppo che detesto è anche l’attrice protagonista di un film uscito ieri nelle sale: Fast’n Furious – Tortellini Edit…ah no! E’ Veloce come il Vento, scusate. Ho visto il trailer e no, grazie. Di Veloci e Furiosi ne hanno già fatti otto (e ne ho visti solo tre, per fortuna). Non mi interessa anche la versione italiana. Non perché è italiana, sia bene chiaro. Lo lascio alla new generation, io ho già dato.

Ah già! Il referendum del 17 Aprile. Me ne stavo dimenticando. Andate a votare eh? Non mi interessa cosa, ma fatelo. Non fate come mia suocera che viene da me a chiedermi se deve mettere si o no. Che tenera, la old generation. Se esistessero versioni semplificate per dare anche a certi anziani il modo di informarsi su certe questioni (esclusi i giornali e Magalli), aumenterebbero esponenzialmente i casi di demenza senile fulminante. Io sono giorni che leggo, studio e rifletto e l’unica cosa che ho capito è che c’è da diventare idrofobi.

In sostanza:

se vince il SI, finite le proroghe, finiscono di trivellare i fondali ma perdiamo la nostra esigua produzione locale di Idrocarburi Bio D.O.P. Oltre (a quanto pare) a far si che centinaia di operai perdano il posto di lavoro. Ah si, ovviamente ne guadagnerebbe l’ecosistema a lungo termine e lo scrivo su di una tastiera che esiste grazie al petrolio.
Se dovesse vincere il NO, si trivella ad oltranza, come se non ci fosse un domani. Cosa che sta già avvenendo in tutto il mondo e che, di certo, non si fermerà. Vedi il referendum sull’acqua pubblica: non è cambiata una fava. Poi capisco che qualcosa dovremmo pur provare a fare.

Scusate, come ho detto prima ancora un’idea sensata non me la sono fatta.

Voi pensateci e poi agite.

Vi auguro una splendida giornata.

Tullio

 

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5 thoughts on “Croncache di vita urbana

      1. Tra l’altro non partire così prevenuto sul film, se ti leggi qualche articolo (sul Post c’è una bella analisi) magari i pregiudizi scompaiono, e te lo dice uno che ne aveva diversi.

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