Music Society – Ellepi

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Come molti di voi non sanno, da qualche anno a questa parte, ho intrapreso un sentiero lastricato di dischi neri. Sto parlando dei Vinili. Della sorprendente rinascita di questo formato audio si parla già da qualche tempo e molti articoli, con l’ausilio di dati e classifiche, ne esaltano il ritorno sugli scaffali come un vero e proprio salvataggio dell’industria musicale. Altri la additano come una moda del momento che prima o poi scemerà e io…me lo auguro! Approfitterò di quel momento per comprarmi tutti i dischi invenduti a cifre ridicole. Lo chiamavano Sciacallo.

Ebbene si, dall’avvento del lettore CD portatile e dalla conseguente nascita delle compilation, sono diventato una specie di tossico…

Il mio bisogno ossessivo compulsivo nei riguardi dei disconi neri nasce da un’altra turba mentale che mi ha perseguitato fino a poco tempo fa: parlo dello skip frenetico delle tracce. Ebbene si, dall’avvento del lettore CD portatile e dalla conseguente nascita delle compilation, sono diventato una specie di tossico, sempre a caccia del brano più bello. La cosa mi ha portato non pochi guai, incluso il fatto che nessuno voleva venire in macchina con me perché non si riusciva mai a sentire un brano per intero. Sono sicuro che qualcuno mi capirà: “…si questa è una canzone stupenda ma…senti questa!” e via di skip furente.

Complici i primi programmi peer to peer tra cui il mitico Napster, ho letteralmente murato il mio armadio prima e la mia auto poi, di porta CD e dischi volanti senza custodie. Ognuno con una compilation diversa, fino ad arrivare al punto che masterizzavo dischi con gli stessi brani del precedente, con la scusa di metterli in ordine diverso. Si, ero pazzo. Insomma, morale della favola: non ero più in grado di ascoltare un album per intero né tanto meno di godermi appieno il lavoro dei gruppi che adoravo. Ah, i bei tempi delle cassette e del walkman…Poi è arrivato l’iPod ad amplificare la mia ossessione, trasformando le mie compilation in playlist in continuo mutamento. Ora la smetto.

Torniamo ai mitici LP. La mia cara nonnina, tra i vari lasciti dovuti (purtroppo) alla sua dipartita, mi ha appioppato il suo vecchio giradischi Technics SL-BD22 (va mo là che precisione…) con relativo amplificatore, rigorosamente vintage, credo degli anni ’60/’70. Ho fatto sì di modificare tutto l’arredo del soggiorno pur di trovare il luogo più confacente dove metterlo. L’apparecchio funziona tutt’ora da dio e ogni settimana lo pulisco con aria compressa e panno elettrostatico roba che neanche per la mia moto avevo questi riguardi…Dopodiché ho iniziato ad acquistare i vinili. Ma dove? Come? Vi spiego.

Sono già diversi anni che presenzio ai due appuntamenti annuali con la mostra/scambio del disco di Bologna e voglio enunciarvi il mio modus operandi, adattato e perfezionato di anno in anno.

Un po come andare dall’ortolano: le occasioni migliori ci sono appena apre…

Fase 1: l’orario di apertura è alle 10 e io mi presento lì alle 9.45, rigorosamente il primo giorno (di solito si svolge nel week end). Ho iniziato ad arrivare presto perché la prima volta ci andai di Domenica pomeriggio e gli unici dischi decenti rimasti, erano compilation di Amedeo Minghi o qualche residuato bellico con copertine che si sgretolano e dischi piegati che manco un vaso di fiori…Per ciò ricordate: primo giorno, di mattino presto. Un po come andare dall’ortolano. Le occasioni migliori ci sono appena apre.

Fase 2: occorre pianificare bene l’incursione, magari facendosi una lista di quello che si vuole cercare. I banchetti erano tantissimi e la tentazione di comprare tutto quello che vedevo è stata talmente forte che la prima volta, nel giro di mezz’ora, avevo speso tutto lo spendibile e dovetti tornarmene a casa con due dischi che manco volevo comprare. Quando dico che sono pazzo…Con una lista a portata di mano si può cercare più precisamente quello che vogliamo, senza dispersione di capitali ed energie. Per quella che ci sarà questo fine settimana, mi sono preparato una lista con tanto di prezzi e quotazioni cercate online, tanto per avere un’idea di quanto spendere e si, perché avevo del tempo da perdere…

Fase 3: la cosa più importante è darsi dei limiti di budget, a meno che non vogliate rischiare di essere linciati dalla/dal vostra/o compagna/o, è chiaro. Come dicevo le tentazioni sono molte e si rischia di spendere un capitale per due dischi in croce. Ho imparato sul campo alcuni accorgimenti al riguardo. Partiamo dal presupposto che fino a 10 anni fa i vinili non se li fumava più nessuno. Ora, che sono tornati di moda, i vari mercanti del settore hanno pensato bene di “ritoccare” i prezzi di articoli dal valore ben più basso di quello esposto. Insomma, io non cerco versioni limitate, né numerate, né prime edizioni e mi accontento che il disco suoni bene, soprattutto perché è la sua funzione. Quindi il prezzo deve essere ragionevole. Esempio: Ho comprato Highway to Hell degli AC/DC a 5,00€. L’ho trovato spulciando nei vari banchetti con la scritta “tutto a 5€”. La copertina era accettabile e il disco anche. Mancava l’inserto ma…chissenefrega! Nel banchetto di fianco vendevano una copia identica, senza inserto e praticamente alle stesse condizioni a ben 20,00€ ! Tenete presente che i vari espositori hanno dei cassettoni, divisi per genere, con tutto a 5 o 3 Euro e sono davvero interessanti quando hai la pazienza e la voglia di guardarli tutti. L’anno scorso son tornato a casa con una ventina di LP spendendo neanche un centone.

Fase 4: son tutti simpatici e alla mano ma sono lì per i loro interessi, quindi…state all’erta! Non è strano vedere qualcuno che ti frega il disco che hai appena trovato perché l’hai appoggiato un attimo mentre tiri fuori il portafogli. Vale anche per gli espositori. Son certo che siano tutti onesti ma, data la mole di dischi presentata, è normale che non controllino tutti i prodotti in vendita. Prima di pagare controllate sempre. Io di solito mi assicuro che la copertina sia quanto meno accettabile e che sul disco non ci siano graffi e soprattutto: mi assicuro che il disco all’interno sia quello della copertina! Mi è capitato di comprare un vinile dei Toto e dentro c’era il singolo di Born to Be Alive…Ovviamente l’ho scoperto arrivato a casa…Un mio amico ha comprato un live di Simon & Garfunkel, pagandolo ben 20€ senza controllarlo e quando è arrivato a casa, dalla copertina, sono uscite due metà dello stesso LP. Questo è un ottimo modo per diventare idrofobi.

Fase 5: non disperiamo se non abbiamo trovato quello per cui siamo venuti. Grazie al cielo esistono tantissimi siti dove acquistare dei vinili usati. Io personalmente mi trovo bene con eBay, dove ci sono tantissimi negozi online, anche italiani, dove regolarmente trovo grandi album storici a prezzi relativamente stracciati. Le possibilità sono tante, dobbiamo solo approfittarne!

Io amo i vinili perché mi hanno salvato dal baratro digitale.

In conclusione vi dico che io amo i vinili perché mi hanno salvato dal baratro digitale.
Non fraintendetemi, non ne faccio una questione di qualità audio né di bitrate. Io non penso che una cosa sia meglio dell’altra però so che gli hard disk si smagnetizzano o si rompono e gli iPod cadono e si spaccano. I vinili, se tenuti bene, durano. Una delle cose che adoro è che ho dei dischi degli anni ’50 che ancora ascolto…anni ’50! Mi sento un po come quegli ubriaconi dell’amaro Montenegro: l’antico disco andava portato in salvo!

Ezio Bosso dice che la cosa più importante che ci insegna la musica è ascoltare e i vinili sono stati creati proprio per questo: godersi l’album nella sua interezza.

Un saluto,

Tullio

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