Equitalietà

Buongiorno.

Nella giornata di ieri, qui a Bologna, una decina di Vigili Urbani e una manciata di Carabinieri sono intervenuti in Piazza Maggiore. Voi giustamente vi starete chiedendo: “ma cosa sarà mai successo? Hanno sedato una manifestazione? Hanno arrestato una pericolosa gang di strada? Sono intervenuti per supportare gli Avengers nella lotta contro i Chitauri?“.

No. Sono intervenuti per sequestrare la moto ad un settantenne. Un settantenne conosciuto in tutta la città col nome di Beppe Maniglia che, da ben 36 anni, intrattiene il pubblico della piazza centrale di Bologna con la sua musica. Per chi non sa di cosa parlo: il prestante chitarrista ha iniziato la sua carriera esibendosi a torso nudo, anche in inverno, gonfiando borse d’acqua calda a fiato per farle poi scoppiare. Aveva la sua Harley attrezzata con casse e amplificatori e non c’era giorno in cui non si piazzava nel suo solito angolino, tirava fuori la sua chitarra e, a volumi assurdi, si esibiva in assoli improbabili, regalando alla gente di passaggio e ai turisti, una mezz’ora di folklore cittadino. Dico folklore perché negli anni aveva raccolto attorno a se quella che noi chiamavamo la “sua Crew”: una simpatica combricola di matti che invece di mettersi agli angoli delle strade a deprimersi e rompere le palle ai passanti, stava con lui e lo assisteva ballando o aiutandolo con la strumentazione. Personaggi ai quali il buon Beppe, a fine esibizione, dava sempre qualcosa per comprarsi da mangiare o che so io. Questo perché ogni volta che suonava, il Maniglia, vendeva al pubblico anche i suoi CD auto prodotti.

Prima di andare avanti vi metto qui il link dell’articolo.

Stiamo parlando di un personaggio ok? Penso che dopo 36 anni, un artista di strada, si sia guadagnato di diritto il suo posto nel panorama cittadino. Detto questo, come su ogni cosa, sono scattate una marea di polemiche e caso strano, tantissima gente a favore della decisione comunale, quanto meno in rete. Ora, io sono nato e cresciuto qui a Bologna dove, ogni Domenica, mio padre mi portava in piazza a fare un giro ed era tradizione fermarsi davanti a Beppe per vedere qualche suo numero. I tempi però sono cambiati e forse, dico forse, è arrivata anche l’ora che questo pericolosissimo criminale si faccia da parte, per lasciare il posto ad abusivi e finti prestigiatori pakistani. Ma fermi tutti: anche lui era abusivo! Si, è vero. Per 36 anni ha occupato abusivamente una porzione di suolo pubblico e non ha mai pagato le varie sanzioni emesse nei suoi riguardi, da qui, il sequestro del mezzo. Azz…allora forse è giusto così no? In fondo, la legge è uguale per tutti e non sarebbe giusto lasciar correre gli assoli di Maniglia e multare i rave party abusivi a notte fonda, sotto casa delle persone.

Ma forse è davvero corretto così. In fin dei conti, non si contano più i concerti interrotti dalle forze dell’ordine perché avevano sforato l’orario o le regole restrittive in materia di esibizioni in strada e qui vi do ragione, miei cari buonisti: le regole dovrebbero valere per tutti ma sul personaggio di Beppe Maniglia, in soli 36 anni, non sono state applicate. Ci sarà un motivo? Di certo non possono dire di non averlo mai sentito dato che si esibiva proprio sotto le finestre del palazzo del Comune di Bologna. Ma perché ora e non dieci anni fa? Dovete sapere che il tutto è nato un anno fa quando, una band locale composta dai soliti finti alternativi comevadimodaadesso, voleva esibirsi dall’altro lato della piazza rispetto a dove c’era Beppe Maniglia. Non faccio il nome del gruppo in questione ma vi basti sapere che la loro cantante è diventata un’attrice famosa e che ha esordito da poco in un film al cinema. Dal momento che i volumi di Beppe erano esageratamente alti, a questi poveri piccoli musicisti non è rimasto altro da fare che iniziare ad inveire contro Maniglia. A causa dei volumi assordanti lui non li ha considerati e loro hanno pensato di bene di sedersi di fronte a lui ed iniziare a suonare sopra a quello che lui stava facendo, a mò di sfida, creando un’ondata di dissenso perché “lui non dà spazio ai giovani artisti di strada”, con tanto di cori in stile rivoluzionario come ogni ogni manifestazione che si rispetti. Ecco il link del video. Tralasciamo questi sono tra coloro che si definiscono artisti di strada quando in realtà vivono in una villa sui colli… Tuttavia la questione non finì lì.

Qualche membro del gruppo, con gli agganci giusti, ha pensato bene di fare pressioni all’amministrazione comunale e boom! Ecco che nel giro di qualche mese a Beppe Maniglia tocca tornarsene a casa a piedi. E ci stupiamo se nel video del sequestro lui si incazza? Chi di voi non si è mai arrabbiato quando gli hanno portato via la macchina? Però, in fin dei conti, mi fa piacere che con le giuste motivazioni si sia riuscito a far rispettare il regolamento comunale in materia di esibizioni di strada.
In fondo, non ci sono mica inquilini del centro storico che da vent’anni stanno lottando contro i vari ubriaconi molesti e pisciatori incalliti senza ottenere alcun supporto dalle amministrazioni, se non qualche pattuglia di Polizia che se ne sta bellamente a guardare perché “tanto non possono farci niente”…noo.
Noi ci infervoriamo e ci riempiamo la bocca di parole come “giustizia” o “equità” quando il Comune manda un “esercito” a sequestrare la moto di un signore di 73 anni per far vedere che fanno la cosa giusta, soprattutto a qualche settimana dalle elezioni comunali.
Noi siamo quelli che condanniamo con violenza le forze di Polizia quando, una volta tanto, effettuano dei controlli o arrestano qualche testa di cazzo che spacca i vetri delle macchine perché non ha niente di meglio da fare. Noi siamo quelli che si lamentano che il Comune ci nega la possibilità di divertirci come ci pare. Noi siamo quelli che mandano a fanculo il poveretto che esce dalla finestra urlando esasperato perché per l’ennesima notte qualcuno gli ha cagato nell’androne del palazzo o gli ha lanciato una bottiglia di vetro sulle finestre. Si, lo mandiamo a fanculo perché ci vuole togliere la libertà di esprimerci, a noi giovani!

Perché i tempi sono cambiati e ora ed è così che deve essere.

Chi non è d’accordo si trasferisca altrove, grazie.

Tullio

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