Music Society – Novità 2016

MusciSociety

Durante questi ultimi mesi, mi sono dedicato a farmi un po di affari miei e, nel frattempo, ho avuto la possibilità di scorpire di alcune band a me sconosciute. Ho avuto un momento di revival tardo adolescenziale e mi sono buttato a pesce su tutto quello che sono riuscito a trovare, per cui…

Monster Truck – Sittin’ Heavy (2016)

Monster Truck

Non so se vi avevo già parlato di questi zuzzurelloni, fatto sta che mi hanno letteralmente ammaliato. Band canadese che propone un rock abbastanza classico, con palpabili influenze che vanno dal blues all’hard rock. Chitarra, batteria, basso e organo e poche moine, qui si suona. Li ho scoperti per caso qualche anno fa, grazie al loro precedente album Furiosity (del 2013) e li ho seguiti fino all’uscita del disco in questione. Per quanto mi riguarda, solo il titolo della prima traccia vale l’acquisto: Why Are You Not Rocking?
Bella, veloce, immediata, ignorante come un brano rock deve essere. L’album poi prosegue bello fluido con tracce come Don’t Tell Me How To Live e She’s A Witch o For The People. Senza troppe sbavature si arriva in fondo ad un album che definirei classico, anche se di quest’anno. Di certo non hanno inventato niente di nuovo, ma hanno realizzato un grande disco con quello che 60 anni di rock’n roll ci hanno insegnato. Bravi.
Per gli amatori: ho acquistato la versione doppio LP rosso, con codice per scaricare l’album in MP3, pre-ordinandola dal sito della loro etichetta, la Mascot-Label Group. Nel retro copertina i titoli delle tracce sono rappresentati da toppe sul gilet di jeans, riprendendo il fronte.

The Answer – Rise 10th Anniversary (2016)

the answer

I The Answer sono una rock band irlandese che ho conosciuto l’anno scorso grazie al loro ultimo album Raise a Little Hell (2015). Quello che vi presento è una riedizione del loro primo disco, Rise, uscito nel 2006. Anche qui, come nel caso precedente, ci troviamo di fronte ad una rock band ancora più classica. Prendiamo un pochino dai Led Zeppelin, qualcosa dai Black Sabbath, qualche pezzettino qua e la per insaporire ed ecco un album senza pretese. Questo è stato il loro primissimo lavoro e si sente. La maturazione, sia artistica che tecnica è arrivata, secondo me, nell’ultimo disco. Questo ha dei bellissimi spunti, tipo la opener track Under The Sky o Never Too Late ed è interessante da ascoltare come una sorta di “macchina del tempo”, confrontandolo con i loro ultimi lavori. Li tengo d’occhio perché mi hanno stregato e non vedo l’ora che a Settembre/Ottobre esca il nuovo album.
Per gli amatori: per la pubblicazione di questa edizione, hanno lanciato una campagna di crowdfunding sul sito pledgemusic.com e proponevano varie opzioni a svariate fasce di prezzo. Io, investendo circa 40€ ho preso una copia in vinile limitata a 1000 copie (io ho la 37/1000, sti cazzi) autografata  Vinile nero da 180gr, la versione Poor Edition, ma per lo meno ho dato il mio contributo.

Hell In The Club – Shadow Of The Monster (2016)

hellintheclub

Ammetto che per quanto riguarda la musica italiana, sono sempre stato molto scettico ed enormemente pignolo nella selezione dei miei ascolti. Sono venuto a conoscenza di questa band 100% made in Italy, tramite amici che conoscono amici che sono cugini degli zii dei fratelli di qualcuno. Una formazione che raggruppa membri di varie band italiane (tra cui gli Elvenking) arrivata alla pubblicazione del quarto lavoro, Shadow Of The Monster. Un bell’esempio di Hard Rock suonato molto bene e registrato ancora meglio, con dei suoni pazzeschi che mi hanno caricato le molle. Tra tutti i brani, due mi hanno davvero fulminato, tant’è che quotidianamente fanno capolino tra le mie playlist: sto parlando di Enjoy The Ride e Le Cirques des Horreurs. Bravi ragazzi, avete dimostrato ancora una volta che qui le realtà valide ci sono, avanti così.
Per gli amatori: sul loro sito ufficiale è possibile acquistare questo album anche in vinile, in versione rossa o nera, oltre che al classico CD.

Eclipse – Armageddonize (2015)

Eclipse-Armageddonize

Qui abbiamo (per quanto mi riguarda) uno dei migliori dischi Melodic Hard Rock di sempre. Questo piccolo capolavoro è frutto del lavoro degli Eclipse, una giovane band svedese sconosciuta ai più. Che dire? Da cantare dall’inizio alla fine. Un disco che emoziona e rapisce, mettendo in luce le ottime qualità di questo gruppo. Certo, non siamo al cospetto della Cappella Sistina ma ci sono tutti i presupposti affinché questi ragazzi si facciano conoscere. Tra i brani presenti nell’album voglio segnalarvi Wide Open, Caught Up In The Rush o I Don’t Wanna Say I’m Sorry, una più bella dell’altra.
Vi consiglio di usarlo come disco da intorto se al/alla vostro/a partner interessa il genere.
Un album da apprezzare così com’è, potente, ben eseguito e finemente registrato.
Per gli amatori: sul sito della loro (ex) etichetta, la Inner Wound Records, la versione in vinile, stampata in pochissime copie è sold out da tempo. Ho contattato il servizio clienti dell’etichetta da vero stalker e mi hanno procurato una copia in vinile, bianco, in edizione limitata. Son un figo.

Elencare qui tutte le ultime novità in ambito musicale diventerebbe molto lunga come faccenda. Per tanto ne ho selezionate quattro come antipasto. Se nei prossimi giorni avrò tempo ne pubblicherò ancora.

Saluti.

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